Nuova vita per il Centro autismo di corso Risorgimento a Novara

Novara Angsa autismo donazione
Da sin.: Lorenza Fontana, Laura Lunghi, Emanuele Caroselli, Priscilla Beyersdorf,, Fulvia Massimelli, Giorgio Bellomo

NOVARA – Il Centro per l’autismo di corso Risorgimento 237  ha un volto del tutto nuovo, colorato e dotato di confort e di arredi con pavimenti e porte completamente nuove, con la cucina e altri spazi di servizio rifatti. E’ stata la prima casa dell’Angsa, l’associazione che da oltre 20 anni sviluppa la propria attività di affiancamento alle persone con autismo.

La collaborazione con l’associazione “Amico Canobio”

A rendere possibile questo intervento, con una donazione di 26.000 euro, è stata l’associazione “Amico Canobio”, erede dell’antico “Monte di credito su pegno” fondato nel 1556. “Con emozione abbiamo voluto dare questo contributo – ha spiegato ai cronisti  Emanuele Caroselli, presidente dell’associazione, che ha presentato martedì pomeriggio i lavori realizzati insieme a  Giorgio Bellomo e a Fulvia Massimelli, componenti del direttivo – per aiutare una realtà come Angsa a continuare a investire nel presente per costruire il futuro”

“Un ambiente – come hanno confermato Lorenza Fontana e Laura Lunghi, due delle responsabili degli operatori – che così sistemato rende più gradevole la giornata per i nostri ragazzi”

Una realtà in crescita: 49 dipendenti e cinque sedi

“Quando siamo entrati qui nel 2004 – ricorda Priscilla Beryrsdorf Pasino, presidente dell’associazione – avevamo con noi 12 famiglie” . E oggi, mentre le famiglie accompagnate sono diventate 260, e le strutture  gestite si sono moltiplicate, è sembrato giusto e doveroso riqualificare questo “luogo del cuore” che continua, peraltro, ad essere la sede del servizio di valutazione e del centro diurno minori.

Oggi Angsa, oltre alla sede storica,  usufruisce di altre cinque strutture: la più recente è la casa “Ambaradut” a Vignale, dove ha sede il centro diurno per adulti. “Poi ci sono – spiega la presidente – i due piani del Centro Comunitario della parrocchia di San Giuseppe dove ha sede il progetto sperimentale Colibrì e uno spazio polivalente, le strutture ubicate in via Ansaldi con la cooperativa Gerico e le attività dell’Orto della Bicocca e infine la nuovissima casa di Vercelli, a sua volta sede di un centro diurno”.

Una struttura imponente, che viene portata avanti grazie al lavoro di 49 operatori dipendenti a cui si aggiungono 15 liberi professionisti e sette collaboratori.

“Non ci fermiamo – ha concluso la presidente Pasino – perché ogni giorno emergono nuovi bisogni a cui cerchiamo di rispondere. Oggi, in particolare, la nostra attenzione è focalizzata sul tema dei ragazzi nella fascia di età che precede il compimento dei 18 anni e la questione degli inserimenti lavorativi”

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