Novara, sulle orme di Antonelli nasce una rete culturale e turistica

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Flash sulla conferenza stampa al Grattacielo Piemonte

NOVARA – Non solo la Mole Antonelliana di Torino, simbolo indiscusso del capoluogo, ma un intero patrimonio diffuso che affonda le sue radici soprattutto nel Novarese.

La Regione Piemonte ha dato ufficialmente il via a “Rete Antonelliana. Cultura che unisce”, un progetto ambizioso che punta a mettere a sistema le opere di Alessandro Antonelli, trasformandole in un unico itinerario culturale capace di collegare i territori attraverso la figura dell’architetto nato a Ghemme nel 1798.

L’iniziativa, realizzata da Abbonamento Musei in collaborazione con Fondazione TRG e Fondazione Piemonte dal Vivo, coinvolge venti partner e propone un calendario di oltre trenta appuntamenti.

L’obiettivo dichiarato è quello di valorizzare l’eredità di un progettista visionario che ha segnato il paesaggio urbano piemontese, partendo proprio dal cuore della sua attività progettuale: la provincia di Novara.

Se la Mole di Torino resta il fulcro della narrazione, il progetto accende i riflettori su siti fondamentali come la Cupola di San Gaudenzio a Novara, Villa Caccia a Romagnano Sesia, il Santuario di Boca e gli scuroli di Ghemme e Maggiora, luoghi che negli ultimi anni sono stati oggetto di importanti interventi di recupero e restituzione al pubblico.

Un racconto tra storia e contemporaneità

La strategia della Rete Antonelliana non si limita alla semplice promozione turistica, ma punta a costruire una narrazione contemporanea e accessibile.

Tra le attività principali figurano cinque nuovi episodi del podcast “Fila a nanna”, dedicato ai più piccoli, che racconteranno con un linguaggio fiabesco le storie legate alla Cupola di San Gaudenzio, a Villa Caccia e agli altri siti della rete.

Parallelamente, nel mese di giugno, il territorio sarà animato da un programma di visite teatralizzate curate dalla Fondazione TRG e da gite in bus che partiranno da Torino per condurre i visitatori alla scoperta dei tesori del Novarese, includendo momenti di degustazione dei prodotti locali.

Il progetto troverà spazio anche in contesti di rilievo nazionale, come il Salone del Libro di Torino, dove il 15 maggio verrà presentato ufficialmente presso l’Arena Piemonte.

Per il pubblico locale, di particolare interesse sarà il ciclo di tre incontri curato dallo scrittore Marco Scardigli a Novara, previsto per giugno, che approfondirà non solo il profilo professionale dell’Antonelli, ma anche la sua dimensione umana.

La cultura come leva di sviluppo

Secondo l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli, questo progetto rappresenta una scelta precisa di politica culturale volta a trasformare il patrimonio architettonico in una leva strategica per lo sviluppo economico e turistico. L’idea è quella di creare un modello integrato che, partendo da questa prima stagione sperimentale, possa crescere nel tempo coinvolgendo nuovi partner e puntando sulla digitalizzazione.

Anche Simona Ricci, direttrice di Abbonamento Musei, sottolinea come la rete nasca per favorire nuove forme di partecipazione, rivolgendosi in primis alla vasta platea di abbonati tra Piemonte e Lombardia.

Per loro è stato studiato un programma fedeltà specifico, accessibile tramite app, che permetterà di accumulare punti visitando i siti antonelliani.

In questo modo, l’opera di Alessandro Antonelli smette di essere un insieme di singoli monumenti isolati per diventare un percorso strutturato, capace di attrarre flussi turistici nazionali e internazionali verso le province dell’Alto Piemonte.

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