NOVARA – «Mi dispiace dover premettere che noi non siamo dalla parte dei violenti, ma è triste vedere una classe politica, una classe dirigente e anche un’informazione in generale, che colpevolizza sempre questi giovani non rendendosi conto che ci sono delle ragioni profonde per questo malessere. Se un 14enne si mette a distruggere e devastare una vetrina, sta sbagliando e deve pagare nella maniera commisurata a quello che ha fatto. Ma la società dovrebbe chiedersi perché succede questo».
Elìa Impaloni, 27 anni, segretario provinciale dei Giovani Democratici della Provincia di Novara, ospite degli studi di Malpensa24 Tv, affronta la stretta attualità parlando degli episodi di violenza che in questi giorni hanno visto protagonisti giovani e giovanissimi.
«La violenza, gli idranti, le manganellate e le vetrine spaccate – aggiunge – oscurano le ragioni delle proteste e finiscono anche per intaccare gli agenti, che spesso sono giovani pure loro, mal preparati, mal pagati anche, che si trovano costretti a dover avere a che fare con queste cose picchiando ragazzi poco meno che loro coetanei».
Il progetto dei GD piemontesi sul carcere
Nella prima parte dell’intervista si è parlato di un tema specifico, quello del carcere, a cui i Giovani Democratici del Piemonte stanno dedicando attenzione, con visite e incontri su tutto il territorio.
«Un mondo a parte»: così viene definito il carcere, che molto spesso non riesce a esercitare il ruolo di riabilitazione che la Costituzione e le leggi gli attribuiscono, quasi sempre a causa di limiti strutturali, della vetustà degli edifici e del sovraffollamento.
A Novara dopo il 41bis
Il carcere di Novara è da sempre ritenuto un’isola felice da questo punto di vista, ma per l’istituto si profila un futuro incerto: dopo la chiusura del reparto del cosiddetto “41 bis”, il carcere duro riservato ai detenuti più pericolosi, non è chiara la nuova destinazione degli spazi e se questa trasformazione rischia di far esplodere il sovraffollamento.
