NOVARA – Registri incompleti, troppi “buchi” nella documentazione e, soprattutto, una fretta sospetta nel fondere i gioielli appena ritirati. Una rapidità che non è passata inosservata agli agenti della Squadra Amministrativa della Questura di Novara, i quali, dopo un’ispezione mirata, hanno fatto scattare i sigilli a un “Compro Oro” di corso Vercelli.
L’ispezione e il blitz
Il provvedimento è stato notificato nella mattinata di ieri, 16 aprile. Gli agenti, durante i consueti controlli amministrativi sulle attività soggette ad autorizzazioni di polizia, hanno acceso i riflettori sulla gestione del negozio. Quello che è emerso è un quadro di pesanti anomalie nella rendicontazione dei monili consegnati dai clienti: documenti lacunosi e omissioni che rendevano di fatto impossibile tracciare il flusso dei preziosi in entrata e in uscita.
Fusioni “fuorilegge” contro l’antiriciclaggio
Il punto più critico riguarda però la violazione delle tempistiche di legge. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, l’attività procedeva alla fusione dell’oro in netto anticipo rispetto ai termini imposti dalla normativa antiriciclaggio.
Si tratta di un passaggio fondamentale: la legge impone infatti di conservare i gioielli integri per un determinato periodo di tempo, proprio per consentire alle forze dell’ordine di verificare che non si tratti di merce rubata. Fondere i gioielli anzitempo significa, di fatto, distruggere le prove e alimentare il mercato della ricettazione.
Multe e serrande abbassate
Per il titolare dell’esercizio è scattata una doppia sanzione. Sul fronte amministrativo sono state comminate due multe per un totale di circa 800 euro a causa delle irregolarità riscontrate nella gestione. Contestualmente, il Questore ha disposto la misura più severa: la chiusura immediata dell’attività con la sospensione della licenza per 5 giorni.
