NOVARA – Difficilmente sarà appassionante come il più recente romanzo di Dan Brown, ma la seduta di consiglio comunale in calendario per domani mattina ruoterà tutta intorno a un “ultimo segreto”. E avrà sicuramente come protagonista la segretaria generale del Comune di Novara, Pierluisa Vimercati.
A Palazzo Cabrino va in scena l’ennesimo round di un match che si trascina da tempo. Sul rettangolo di gioco torna, per la seconda volta in poco più di due mesi, la mozione di «valutazione politico-amministrativa dell’assessorato allo sport».
Non una mozione di sfiducia, che nell’ordinamento negli enti locali è possibile rivolgere solo al sindaco, ma sicuramente una “censura politica” dura e dritta, puntata su Ivan De Grandis, numero due della giunta Canelli, e “punta di diamante” di Fratelli d’Italia nell’esecutivo.

La trappola dei “vannacciani” e il precedente
A firmare il nuovo attacco ravvicinato sono gli ex colleghi di Fratelli d’Italia, traslocati nel gruppo Alleanza novarese-Futuro nazionale.
Nel primo tempo della sfida, nella discussione di un documento analogo presentato dal Partito Democratico (che peraltro in questi giorni è ancora al lavoro sugli ultimi capitoli del dossier, pronto a far ripartire l’artiglieria pesante) , la maggioranza era riuscita a fare quadrato, blindando l’assessore grazie a un voto a scrutinio palese che era riuscito ad arginare l’attacco del centrosinistra, che aveva già avuto il sostegno dei tre di Futuro Nazionale.
In quella occasione la discussione si era avvitata sul regolamento; la segretaria generale aveva messo il sigillo interpretativo: per avere il voto segreto (trattandosi di valutazione su una persona), anche la discussione deve blindarsi a porte chiuse.
Detto, fatto. I “capitani” di Futuro Nazionale hanno studiato il regolamento e teso il nuovo tranello: questa volta chiedono direttamente la seduta segreta. L’obiettivo? Ovvio: spalancare le porte dello scrutinio segreto e sperare nel fuoco amico di qualche cecchino della maggioranza pronto a «impallinare» De Grandis nel buio dell’urna.
Il “gossip” di Palazzo Cabrino racconta che sull’ennesimo “busillis” regolamentare in sede di conferenza dei capigruppo siamo volate parole grosse tra la segretaria e alcuni presidenti di gruppi consiliari.
E giusto per non far mancare nulla ad una trama già abbastanza intricata, a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato Mauro Gigantino (AN-FN) che rappresentava il suo capogruppo nella seduta di conferenza. «Ci sono nuovi gravi elementi oggettivi – ha detto Gigantino – ulteriori rispetto a quelli contenuti nel testo della mozione, relativi ad aspetti etici».
Roba forte, insomma. Ma quali siano questi “peccati”, Gigantino ha fatto sapere che verranno svelati solo ed esclusivamente in aula. Un cliffhanger degno delle migliori serie TV.
De Grandis: «Non ho nulla da nascondere»
L’assessore allo Sport, dal canto suo, ha affidato ad una nota la sua replica. Per De Grandis si tratta di una “minestra riscaldata” avanzata dai consiglieri Ragno, Gigantino e Nieli su una vicenda in realtà già ampiamente discussa e bocciata dall’aula.
Secondo l’assessore, non siamo più di fronte a un normale confronto politico, ma a una strategia mirata a colpire la sua credibilità.
«Vogliono far pensare che ci sia qualcosa di inconfessabile»
Il meccanismo della seduta segreta, secondo De Grandis, produrrebbe un effetto perverso: far pensare alla città che esista chissà quale vicenda grave o inconfessabile, alimentando sospetti, illazioni e retroscena. Da qui la contraerea: un no fermo alle porte chiuse e la richiesta di una seduta pubblica, aperta e trasparente. Chi ha qualcosa da contestare lo dica davanti a tutti e si assuma la responsabilità.
L’appello finale è rivolto direttamente al Sindaco, al Presidente del Consiglio e ai colleghi consiglieri, affinché neghino la segretezza su una questione che lo riguarderebbe ma che, per ora, non è stata nemmeno precisata. Il guanto di sfida è lanciato: «Io non ho nulla da temere e da nascondere».
Il vero obiettivo è il voto segreto
L’alzata del vicesindaco però non tiene in considerazione un aspetto tutt’altro che secondario. I consiglieri proponenti hanno chiesto la seduta segreta solo per un motivo: ottenere il voto segreto, che è il vero obiettivo. E lo hanno fatto seguendo fedelmente la “dottrina Vimercati”.
Alla segretaria il compito di portare il consiglio comunale fuori dal ginepraio in cui si trova.
E al sindaco quello di provare ancora una volta a tenere insieme la sua maggioranza…
