NOVARA – Non è più solo una schermaglia tra banchi opposti. La mozione che chiede al sindaco Alessandro Canelli di revocare le deleghe a Ivan De Grandis è l’ultimo atto – il più politico – di una “via crucis” che l’assessore allo Sport sta percorrendo da mesi. E che per amore di chiarezza, è bene ripercorrere in sintesi in vista dell’appuntamento dell’8 aprile
Il “caso Libertas”: dalla tensostruttura alla palestra da un milione
Il primo caso che ha rivelato l’impasse gestionale del settore sport è il nuovo impianto per la ginnastica Libertas. Una storia iniziata nel 2023 e caratterizzata da un valzer di location degno di una commedia degli errori.
Prima l’ipotesi via Fara (bocciata dai residenti), poi via Magalotti (stoppata dalla scuola Pier Lombardo, dai residenti della zona e anche da alcuni consiglieri di maggioranza) e infine, nell’aprile 2025, l’approdo in viale Kennedy, solo grazie all’intervento risolutivo del sindaco.
Ma a cambiare non sono solo i luoghi, sono soprattutto le cifre: quella che doveva essere una tensostruttura da 380 mila euro si è trasformata in una palestra vera e propria con un costo preventivato di 1,2 milioni di euro, esclusi parcheggi e verde.
Il “buco nero” degli uffici: la vicenda Santacroce
C’è poi il problema del cosiddetto “buco nero” dell’ ufficio dello Sport. Il dirigente Dario Santacroce è finito proprio in questi giorni nel mirino per la terza volta in un anno e mezzo: una nuova sospensione di sei mesi legata ai lavori al campo da baseball di via Spreafico.
Secondo una perizia tecnica, le opere sarebbero state realizzate in modo difforme dal progetto, nonostante un certificato di regolare esecuzione già approvato.
Un pasticcio che si somma alle precedenti sanzioni per le gare per la struttura del Terdoppio e che vede il Comune costretto a rincorrere contenziosi davanti al giudice del lavoro: accadrà il 23 aprile quando è fissata l’udienza dal geometra Massimo Valdati, tecnico comunale in forza al settore sport, che il 25 giugno 2025 è stato licenziato in tronco.
Era lui ad occuparsi dei lavori al campo di via Spreafico, ma il provvedimento è stato adottato per altri motivi, che di nuovo lasciano trasparire il famoso “buco nero”. Valdati è stato sanzionato per le ripetute assenze dal servizio accertate nonostante le timbrature. Il geometra chiede di essere reintegrato in servizio e il risarcimento di danni e spese.
Docce a noleggio e spogliatoi fantasma
L’emblema della precarietà è però il campo da baseball e softball di via Spreafico. Qui, la gestione amministrativa si è incagliata in una serie infinita di proroghe: siamo alla settima in meno di un anno per il noleggio di un container docce per gli arbitri. Una soluzione “temporanea” che è già costata alle casse comunali quasi 17 mila euro, mentre i nuovi spogliatoi restano inutilizzabili. Un “affitto” che scade oggi, 31 marzo, costringendo l’amministrazione all’ennesima rincorsa burocratica.
Pista d’atletica: i conti non tornano, pagano gli atleti
Nemmeno l’eccellenza della pista d’atletica “Andrea Gorla”, recentemente riqualificata, sembra portare pace. A soli sette mesi dall’avvio della gestione mista, la giunta ha dovuto deliberare un aumento delle tariffe.
Il motivo? La gestione non è sostenibile. Risultato: affitti giornalieri per le competizioni raddoppiati (da 100 a 200 euro per le regionali) e l’obbligo per tutti gli atleti di tesserarsi al Cus per motivi assicurativi. Una mossa che ha costretto le società sportive locali a rivedere i propri budget.
Morosità e segretezza: il muro di gomma sui nomi
A infiammare ulteriormente il clima politico è la gestione delle morosità. Il caso del Basket College Novara (oltre 21 mila euro di debiti poi saldati a fine 2025) ha scoperchiato un vaso di Pandora. De Grandis ha ammesso che esistono almeno altre otto situazioni analoghe, con un debito che in un caso supera i 37 mila euro.
Tuttavia, l’assessore ha scelto la linea della riservatezza, rifiutandosi di fare i nomi delle associazioni inadempienti per evitare «pubblicità negativa». Una scelta bollata dal PD come opaca, dato che in passato i nomi dei debitori venivano regolarmente comunicati al Consiglio.
Il terremoto politico: la scissione in Fratelli d’Italia
La “via crucis” di De Grandis non è però solo tecnica, è soprattutto politica. Il malcontento ha varcato i confini delle opposizioni per trovare sponde nella stessa maggioranza di centrodestra.
Il segnale più rumoroso è stata la scissione di tre consiglieri di Fratelli d’Italia, che hanno abbandonato il gruppo anche (ma non solo) in polemica con la gestione dell’ufficio sport.
Con una mozione di revoca sul tavolo e una base politica che si sgretola, l’assessore si trova ora davanti alla sfida più difficile: dimostrare al sindaco Canelli di avere ancora in mano il timone dello sport novarese.
Novara DeGrandis mozione sfiducia MALPENSA 24
