NOVARA – Se devono scegliere un loro modello di sindaco, hanno qualche indecisione tra Zohran Mamdani e Rudolph Giuliani, ma tra Matteo Renzi e Vincenzo De Luca puntano dritti sul leader di Italia Viva, e guardando a Novara non hanno dubbi: meglio Alessandro Canelli del suo predecessore Andrea Ballarè.
Loro sono quella che per ora sembra essere la prima vera novità nel percorso di avvicinamento all’appuntamento elettorale del prossimo anno a Novara. Si chiamano – per la verità senza alcun guizzo di particolare originalità – “Progetto Novara 2027”.
Una trentina di giovani (ma non solo)
Una trentina di persone di età media intorno ai 35 anni che, contrariamente a molti loro coetanei, hanno deciso di spendere una fetta rilevante del tempo libero per «impegnarsi per il bene della città di Novara». E con loro anche qualche sessantenne, pronto a mettere a disposizione del progetto la propria esperienza.
A raccontare a Malpensa24 il percorso iniziato da qualche mese e l’orizzonte verso cui si muove sono Ruben Cortese, Vittorio De Marchi e Giuseppe Lo Bue.
I primi due, coetanei classe 1993, funzionario di banca il primo, praticante avvocato e insegnante di diritto il secondo, sono amici da tempo e anche legati da vincoli familiari. Più giovane (24 enne) il terzo, studente di medicina all’Upo, arrivato a Novara dalla Sicilia e subito «innamorato» della città della Cupola.
Non estranei alla politica
Non del tutto estranei all’esperienza politica (De Marchi ha avuto in tasca per anni la tessera della Lega, Cortese e Lo Bue hanno bazzicato la realtà di “Ora” di Michele Boldrin) sottolineano però di «non avere mai avuto ruoli» e di «non avere preclusioni ideologiche per nessuno», ponendo solo «limiti etici» sui valori fondamentali di democrazia e umanità.
«Una tela bianca»
«Progetto Novara 2027 – spiega Ruben Cortese – è una tela bianca. La nostra attenzione è soprattutto al metodo: vogliamo mettere in campo idee e competenze che ciascuno di noi ha e, utilizzando un approccio il più possibile scientifico, mettere insieme una serie di proposte che possano essere utili al futuro di Novara».
Un cantiere ancora aperto: i gruppi tematici e le riunioni assembleari stanno via via selezionando i punti che diventeranno la struttura del programma.
Le priorità; sviluppo, senso di comunità, sicurezza
Tre priorità? «Diciamo – la risposta è corale – anzitutto lo sviluppo economico e la crescita della città. Poi il rafforzamento del senso di comunità attraverso la creazione di momenti di aggregazione. Infine la sicurezza, ma senza strumentalizzazioni: non vogliamo che Novara diventi una periferia degradata di Milano»
E l’ambiente? «Vero, ci rendiamo conto che la città non sembra essere pronta a rispondere alla crisi climatica» Immigrazione? «Una bandiera ideologica. La nostra esperienza ci porta a dire che il coinvolgimento delle comunità di immigrati nella vita della città è una garanzia di integrazione».
Obiettivo dichiarato: una lista civica
Cortese, De Marchi e Lo Bue non si nascondo dietro a un dito: “Progetto Novara 2027” non è solo un “think tank “ civico, ma sfocerà in ogni caso in una lista civica che si vuole mettere in campo nelle prossime elezioni amministrative.
Inevitabile l’interrogativo sulla collocazione. E prevedibile la risposta: «Abbiamo parlato con tutti, e attendiamo di capire quali contenuti porteranno gli schieramenti. Di certo in questa fase non vogliamo correre il rischio di essere catalogati»
Il giudizio sul decennio Canelli
E’ per questo che i tre esponenti del Progetto faticano ad esprimere un giudizio nitido sulle cose fatte dall’amministrazione in carica: bene Silicon Box, che è una realtà innovativa. Male il consumo di suolo e il caro affitti soprattutto per gli studenti.
Sulla tela bianca di “Novara 2027” c’è oggettivamente ancora molto da scrivere.
Ma la scoperta di un gruppo di giovani che al “cazzeggio” inconcludente preferiscono l’impegno per gli altri, fa abbastanza bene al cuore. Comunque vada a finire.
