NOVARA – L’opposizione in consiglio comunale torna a riaccendere l’allarme sulla gestione delle strutture sportive, ed in particolare sul centro sportivo del Terdoppio.
A poche settimane dalla scadenza degli appalti in essere, in una seduta di commissione tenutasi nel pomeriggio di giovedì è emersa l’intenzione di pubblicare un bando per affidare in concessione per soli due anni gli impianti – compresa la piscina di via Solferino – mentre si esamina una proposta di partenariato pubblico-privato che l’assessore allo sport Ivan De Grandis ha spiegato essere molto complessa e bisognosa di approfondimenti.
Scadenze imminenti, bandi ancora da pubblicare e l’ombra di un ulteriore vuoto gestionale: una situazione di profonda incertezza a pochissime settimane dal termine dei contratti.
La corsa contro il tempo
Il cronometro corre veloce e le date lasciano poco spazio di manovra. Il prossimo 30 giugno scadrà ufficialmente la concessione alla società Wellness for life srl di Oleggio per la gestione della palestra di fitness interna al Terdoppio. Nemmeno il tempo di respirare e il 31 agosto toccherà all’affidamento per la conduzione delle piscine del Terdoppio e della Solferino (in carico alla cooperativa Comunità Giovanile Lavoro), in contemporanea con la scadenza della gestione degli spazi acqua.
Il problema principale? Il nuovo bando di gara unico non è ancora pronto. La pubblicazione è slittata alla fine di giugno, proprio a ridosso delle scadenze, rendendo inevitabile un ulteriore ricorso al regime di proroga per i contratti in essere.
La dirigente comunale Elisabetta Rossi ha specificato che il nuovo pacchetto comprenderà piscine e palestra, includendo anche l’ex centro estetico Marisa Borghi (sfitto da anni) per rendere l’operazione più sostenibile dal punto di vista economico.
La formula sarà quella della concessione di due anni (più due di eventuale rinnovo), con le spese delle utenze che resteranno a carico del Comune.
Trattativa a parte, invece, per l’arena del Terdoppio, dove i nuovi accordi sono in corso di definizioine con la Igor volley.
Il piano del Comune: spunta il privato per 20 anni
A svelare le carte e a giustificare i ritardi nella programmazione è stato l’assessore allo Sport, Ivan De Grandis. L’amministrazione comunale ha infatti preso tempo per analizzare una proposta di partenariato pubblico-privato, presentata circa un anno e mezzo fa da un’azienda del settore, sembra della provincia di Mantova.
Il piano sul tavolo prevede ingenti investimenti privati per la riqualificazione totale del complesso sportivo, a fronte di una gestione (almeno) ventennale della struttura.
«I nostri tecnici stanno vagliando con attenzione quanto la proposta sia effettivamente realizzabile e sostenibile dal punto di vista economico», ha dichiarato in aula l’assessore De Grandis.
Il bando biennale di imminente pubblicazione servirebbe quindi come “soluzione ponte” per traghettare gli impianti verso la maxi-concessione ai privati.
Durissimo scontro in Commissione: l’affondo del PD
Una strategia che ha letteralmente fatto insorgere il Partito Democratico, scettico sia sulle tempistiche sia sulla scelta politica.
Il capogruppo dem Nicola Fonzo ha attaccato frontalmente la giunta: «Com’è possibile che dopo diciotto mesi gli approfondimenti sul progetto di partenariato non siano ancora terminati? Ormai questo mandato è agli sgoccioli e mancano i presupposti politici per vincolare il destino della struttura sportiva più rilevante della città per i prossimi decenni».
«Abbiamo già vissuto l’esperienza del project financing all’inizio della storia dell’impiantìo e ricordiamo tutti il disastro finanziario che ne è conseguito. È una strada che si è già dimostrata fallimentare».
A rincarare la dose ci ha pensato il consigliere Rossano Pirovano, che ha espresso forte preoccupazione per il rischio di chiusura degli impianti e per i disagi già avvertiti dall’utenza: «Dopo i passi falsi e i bandi annullati nell’autunno del 2024 mi sarei aspettato una prudenza ben diversa. Chi gestisce ora gli impianti non sta consentendo il rinnovo delle tessere e questo sta creando forte disorientamento tra i frequentatori».
«Cosa succederà – ha aggiunto – se nessuno risponderà alla gara? Difficile pensare che un operatore si faccia carico di una simile responsabilità per un periodo così breve. E se alla scadenza dei termini i vecchi gestori decidessero di fermarsi, rischiamo di vedere i cancelli sbarrati?».
A provare a gettare acqua sul fuoco è stata nuovamente la dirigente Rossi, assicurando che, nell’eventualità di una gara deserta, il Comune è pronto a muoversi con una procedura di affidamento diretto d’urgenza per poi andare a una successiva gara. Una rassicurazione tecnica che però non basta a diradare le nubi sul futuro.
