NOVARA – Gli ultimi sviluppi della vicenda della colonia di ibis sacri presente a Novara, di cui Malpensa24 ha dato ampio resoconto nei giorni scorsi, torneranno nelle sedi istituzionali nelle prossime settimane. Sara Paladini, consigliere comunale e provinciale del Partito Democratico ha depositato interrogazioni sia a Palazzo Cabrino che a Palazzo Natta: se ne parlerà in occasione delle prossime convocazioni di Consiglio comunale e provinciale.
La posizione delle associazioni
Intanto Maria Luisa Tornotti dell’associazione Albero Amico e Franco Contorbia dell’ Osservatorio Ambientale, sono intervenuti con una nota ufficiale, proponendo una riflessione che punta a cambiare radicalmente l’approccio al problema: l’unica via percorribile è quella della convivenza.
Negli ultimi giorni la presenza dei volatili nel tessuto urbano ha riacceso il dibattito sulle contromisure da adottare. Tuttavia, secondo i rappresentanti ambientalisti, le strategie messe in atto finora – dalla caccia nelle campagne ai dissuasori acustici e luminosi – si sono rivelate un clamoroso autogol.
Effetto boomerang e spostamenti in città
«Gli studi scientifici smentiscono che gli Ibis sacri costituiscano una minaccia per la biodiversità o arrechino danni alle coltivazioni», sottolineano Tornotti e Contorbia. Al contrario, l’uso delle armi da fuoco nelle aree rurali ha prodotto come unico risultato quello di spingere i volatili verso i centri abitati, dove trovano rifugio sugli alberi ad alto fusto, ormai quasi del tutto scomparsi dalle campagne.
Stesso discorso per i metodi di dissuasione cruenti o invasivi: «Stressare gli animali con petardi e luci non fa che allontanarli da un punto per redistribuirli altrove, allargando il raggio del problema. Se ad aprile fossero stati lasciati sui cedri nella zona del cimitero e di via Camoletti, non si sarebbero trasferiti sull’Allea. E se non fossero stati cacciati dai primi cedri dell’Allea, non avrebbero colonizzato anche gli altri alberi del parco».
L’habitat e l’alimentazione
I due esponenti ambientalisti ricordano inoltre come i parchi urbani non rappresentino l’habitat ideale per questa specie. Pur trovando nei giardini insetti come popillia japonica, cimici, ifantria, cicale e mantidi, queste risorse non sono sufficienti per il sostentamento della prole. Gli Ibis sono infatti costretti a un continuo andirivieni con le campagne per procurarsi il cibo necessario a sfamare i pulli, nutrendosi prevalentemente del gambero rosso della Louisiana.
«Inutile accanirsi»
In conclusione, la linea tracciata da Albero Amico e Osservatorio Ambientale evidenzia l’inefficacia delle campagne di abbattimento svolte nel corso degli anni, che non hanno mai portato all’eradicazione della specie, obiettivo ritenuto di fatto impossibile.
«Non siamo noi esseri umani a poter decidere quali animali abbiano il diritto di esistere e quali no», chiosano i due esponenti, ribadendo la necessità di abbandonare le misure emergenziali per passare a una gestione consapevole e scientifica della coesistenza.
