NOVARA – Dopo le polemiche roventi, i blitz e il “muro contro muro” che hanno infiammato il territorio, sul caso degli ibis sacri la Provincia di Novara prova a resettare tutto. L’obiettivo? Guardare oltre il caos e imboccare la strada di un percorso serio, scientificamente fondato e, soprattutto, condiviso.
Una mezza rivoluzione copernicana che porta la firma di due persone: Sara Paladini, capogruppo dell’opposizione di centrosinistra, e Giuseppe Maio, consigliere delegato alla Polizia provinciale, Caccia e Pesca.
La prima ha rotto gli indugi chiedendo una commissione ad hoc per ascoltare esperti, ambientalisti e agricoltori; il secondo ha raccolto la sfida del dialogo, convocando il tavolo che si è riunito questa mattina a Palazzo Natta.
Paladini attacca: «Franzoni ha sbagliato tutto»
Il clima più costruttivo non cancella però i graffi politici su come è stata gestita la crisi finora. Sara Paladini ha attaccato, mettendo nel mirino la gestione del capoluogo.
«Da una parte – ha detto – ci sono state evidenti incomprensioni tra gli enti. Ma è soprattutto il Comune di Novara ad aver sbagliato tutto: l’assessore Franzoni ha prima sottovalutato il problema e poi lo ha gestito nel peggiore dei modi. Non ha fatto il suo dovere, a partire dalle azioni di dissuasione fino alla tutela dell’igiene e della pulizia».
Per evitare la replica la prossima primavera, la capogruppo dem ha lanciato la proposta: una sperimentazione provinciale sugli Ibis guidata da professionisti del settore, capace di fare sintesi tra il mondo dell’associazionismo e tutti i Comuni del territorio.

La scienziata: «Piani da rivedere»
I lavori della commissione sono entrati nel vivo con il contributo di Roberta Castiglioni, etologa e zoologa di fama nazionale, considerata la massima esperta italiana di questa specie. Che ha ribadito quanto aveva dichiarato fin dall’inizio delle polemiche a Novara: il piano di gestione dell’Ispra va rivisto.
«Si basa su un presupposto non dimostrato e non unanimemente condiviso dalla comunità scientifica – ha spiegato la scienziata – ovvero che l’ibis sia una specie invasiva che minaccia la biodiversità attaccando gli altri uccelli. Le conoscenze maturate negli anni più recenti ci forniscono indicazioni utili a costruire strumenti più efficaci e aggornati».
Castiglioni ha parlato di una «grande miopia» del passato, avvertendo del rischio di replicare errori storici: «Con i piani di eradicazione i francesi hanno fallito già nel 2010, e noi oggi stiamo facendo lo stesso».
Il fronte del “No alla crudeltà” e il grido d’allarme dei risicoltori
Al tavolo di Palazzo Natta hanno fatto sentire la propria voce anche le sigle ambientaliste e animaliste. Franco Conturbia (Osservatorio Ambientale), Maria Luisa Tornotti (Albero Amico) e Ylenia Verduzzo (UTI per tutti) hanno duramente criticato i metodi «inutilmente crudeli» usati durante i blitz all’Allea e al Parco dei Bambini.
Tornotti ha auspicato la fine dell’era dei “piani di contenimento” per aprire quella dello studio scientifico. Verduzzo, invece, ha rincarato la dose parlando di «errori, imperizia e negligenza», chiedendo un piano etico e oculato che risparmi sofferenze agli animali, blindato dal parere di veri esperti.
Dall’altra parte della barricata, ma comunque disponibile al dialogo, il mondo agricolo ha presentato il conto dei danni. Gaudenzio Bernascone e Manrico Brustia (Cia), Paolo Favini (Coldiretti) e Giovanni Chiò (Confagricoltura) hanno messo sul tavolo l’impatto degli ibis sulle coltivazioni di riso, invocando a gran voce «un piano serio che riporti l’equilibrio».
La svolta di Maio
La sintesi finale spetta a Giuseppe Maio. Il consigliere delegato ha confermato la volontà di proseguire lungo il sentiero del massimo coinvolgimento tra scienziati, ambientalisti e mondo agricolo.
La svolta partecipata della Provincia passa da qui: il prossimo passo sarà far partire percorsi di formazione che stringano in un unico fronte tutti i Comuni del Novarese. Un percorso al quale in via informale Roberta Castiglioni ha dato la disponibilità a dare il proprio contributo.
La tregua sugli ibis è ufficialmente cominciata.
