Sanità: Novara fa un passo verso la creazione di un IRCCS al “Maggiore”

Novara IRCCS piano sanitario

NOVARA –  Il percorso per la creazione di un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Novara muove il suo primo passo formale. Un inizio di cui si trova traccia nel testo del Piano  socio-sanitario 2025-2030 che inserisce Novara nell’elenco dei progetti  «messi in opera per la creazione di 7 IRCCS» attraverso la sinergia tra la Regione Piemonte e le Università Piemontesi.

Un passo iniziale ma importante perchè dell’istituzione di un IRCCS presso l’ospedale di Novara, si parla da almeno tre legislature. È un tema che nel tempo ha coinvolto in modo trasversale tutte le forze politiche.

Sette proposte, qualcuna già definita

I progetti dei nuovi istituti  contenuti nel Piano approvato ieri, lunedì 22 dicembre,  riguardano: Malattie Cardiovascolari e pneumologiche ad Alessandria, Scienze pediatriche al S.Anna di Torino, Scienze nefrologiche all’Asl di Torino, Scienze ortopediche al Cto di Torino, Scienze trapiantogiche al CDDS di Torino. Per quanto riguarda l’AOU San Luigi di Orbassano e l’AOU Maggiore della Carità di Novara  il piano indica “in corso di definizione la disciplina”

L’approvazione del piano – con l’accenno all’istituzione dell’IRCCS a Novara e le indicazioni sugli investimenti di edilizia sanitaria del territorio novarese – è stata salutata con grande favore in particolare dagli esponenti di Fratelli d’Italia, partito dell’assessore alla sanità Federico Riboldi.

Nastri: «Non un annuncio, ma un percorso serio»

«Non un annuncio, ma un percorso serio e graduale», ha  sottolineato il senatore novarese di FdI Gaetano Nastri. «Il riconoscimento IRCCS  – ha aggiunto – significa rafforzare la qualità delle cure e della ricerca rendendo il territorio più attrattivo dal punto vista professionale e occupazionale. Il Piano prevede inoltre investimenti sull’edilizia sanitaria, con interventi sulla Città della Salute e della Scienza di Novara e sull’ampliamento dell’ospedale di Borgomanero, consolidando il ruolo del sistema sanitario novarese all’interno della rete regionale».

Cameroni: «la città di Novara è destinata a giocare un ruolo cruciale»

Un concetto rafforzato da Daniela Cameroni, consigliere regionale di Fdi, che mette in luce come «la città di Novara è destinata a giocare un ruolo cruciale nel progetto di sviluppo della sanità pubblica, con la candidatura dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Novara (AOU) a IRCCS. Un’opportunità straordinaria per migliorare la qualità delle cure e rafforzare la ricerca scientifica sul nostro territorio».

Per Cameroni. «Con il percorso IRCCS avviato ufficialmente oggi, non si parla di un semplice annuncio, ma di un impegno concreto e graduale. Questo progetto ha come obiettivo primario non solo il miglioramento della qualità delle cure, ma anche la creazione di un circolo virtuoso che favorisca l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo economico, portando Novara a diventare un polo di eccellenza nella sanità pubblica e privata. Il nostro impegno è quello di ridurre la mobilità sanitaria e fornire ai cittadini un’assistenza sempre più vicina e di qualità».

«L’integrazione tra ospedali, università e ricerca è la chiave per il successo di questo progetto e la Nuova Città della Salute di Novara è l’esempio perfetto di come, quando si lavora insieme con visione e determinazione, i progetti ambiziosi diventano realtà. Abbiamo già dimostrato che Novara è in grado di accogliere e sviluppare grandi progetti di innovazione. Oggi possiamo fare un ulteriore passo avanti per diventare un modello per tutto il Piemonte».

Rossi: «Collaborare per rendere realizzabile il progetto»

Sulla questione dell’IRCCS  a Novara torna anche il consigliere regionale del Pd Domenico Rossi, che già nel luglio del 2024 aveva depositato una Proposta di legge intitolata “Disposizioni in materia di Fondazioni IRCCS della Regione Piemonte”, da lui sottoscritta.

«Il voto contrario all’emendamento al Piano socio-sanitario che indicava in modo puntuale la specialità a cui legare l’istituto di ricerca novarese – sottolinea Rossi – dimostra chiaramente che Fratelli d’Italia ha cercato di presentare come già realizzato un percorso che, nei fatti, è ancora piuttosto lontano dal concretizzarsi” spiega Rossi. «Non è un caso che percorsi più avanzati, come quelli dell’AOU di Alessandria, dell’OIRM Sant’Anna, del CTO di Torino e di altri presidi, siano già ben definiti all’interno del Piano socio-sanitario con l’indicazione chiara delle discipline di riferimento».

«Da parte mia – conclude il consigliere del Pd –  c’è la massima disponibilità a collaborare per rendere finalmente realizzabile un progetto che garantirebbe maggiore attrattività per i professionisti e un reale miglioramento della qualità delle cure per i cittadini».

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