Don Ciotti scuote Novara: «Basta indifferenza, la lotta alle mafie parte dal “Noi”»

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Don Luigi Ciotti mercoledì sera all'auditorium BpN a Novara

NOVARA – «La parte giusta non è un luogo dove stare, ma un orizzonte da raggiungere insieme». Non è stato solo un incontro, ma una chiamata alla responsabilità quella di Don Luigi Ciotti, che ieri sera è stato “abbracciato” da Novara in un Auditorium BPN colmo di cittadini, giovani e rappresentanti delle istituzioni.

L’appuntamento, curato da Libera Novara, segna una tappa cruciale nel percorso di avvicinamento al 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Dopo aver parlato agli studenti lo scorso 18 febbraio, il fondatore di Libera è tornato per scuotere la coscienza civile della città.

Dallo «Egosistema» al «Noi»

Il cuore dell’intervento di Don Ciotti è stato un attacco frontale all’individualismo moderno. «Oggi assistiamo al passaggio pericoloso dall’ecosistema all’egosistema», ha denunciato dal palco, mettendo in guardia contro quel muro di gomma che è l’indifferenza. «L’indifferenza è una prigione che fa crescere l’io a dismisura. Dobbiamo imparare di nuovo ad ascoltare, non solo a udire».

Per Don Ciotti, la risposta alla criminalità non può essere delegata solo a magistratura e forze dell’ordine: «La lotta alla mafia significa esserci. Significa togliere ossigeno ai clan occupando i vuoti lasciati dalle istituzioni. Difendere la sanità pubblica, garantire il diritto alla casa e creare servizi: questa è la vera prevenzione».

Unire le fragilità per creare forza

In un passaggio particolarmente toccante, il sacerdote ha invitato la comunità a non temere i propri limiti. «Dobbiamo unire le fragilità. Io stesso sento il limite, ma condividerlo significa creare una forza etica e sociale. Le comunità nascono così: cooperando e correggendosi a vicenda. Solo così si diventa un “Noi” autentico».

Verso il 21 marzo

Il pensiero finale è andato ai giovani, definiti una «forza bella e positiva», ma con un monito che vale per tutti: nessuno deve sentirsi «arrivato» o intrinsecamente migliore degli altri. La legalità non è una medaglia da appuntarsi al petto, ma un cammino faticoso e collettivo.

Con questa serata, Libera Novara accelera il passo verso la mobilitazione di marzo. L’invito lanciato alla città è chiaro: trasformare l’emozione dell’ascolto in un impegno quotidiano, concreto e, soprattutto, condiviso.

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