Novara, no ai tagli McQueen: politica e sindacati uniti per salvare i posti di lavoro

Novara manifestazione McQueen solidarietà
Il corteo sfila in corso Cavallotti

NOVARA – Un muro compatto, trasversale e senza distinzioni di colore politico, per difendere il polo della moda di Novara e i suoi lavoratori. La crisi che sta colpendo lo stabilimento della Alexander McQueen, marchio di lusso nell’orbita del colosso Kering, ha innescato una reazione immediata da parte delle istituzioni locali e regionali.

Sul tavolo ci sono cinquantasette esuberi dichiarati a livello nazionale, di cui ben trentotto concentrati nel solo sito novarese, a fronte di quello che i sindacati definiscono un vero e proprio muro di gomma da parte del gruppo aziendale rispetto a qualsiasi ipotesi di accordo.

La fermezza delle istituzioni

Al termine di un lungo e intenso confronto con i rappresentanti dei lavoratori, promosso dal sindaco di Novara Alessandro Canelli, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha espresso a nome di tutti una posizione di netta fermezza nei confronti dei vertici societari.

Il governatore ha sottolineato come ad oggi l’azienda non abbia ancora dimostrato la sussistenza delle reali condizioni che possano giustificare un licenziamento collettivo. Questo passaggio cruciale dovrà essere affrontato in modo definitivo durante la prossima settimana a Roma, in occasione di una nuova audizione ministeriale.

Le istituzioni piemontesi hanno già annunciato l’invio di una formale richiesta per poter partecipare al tavolo romano al fianco dei lavoratori. L’obiettivo della Regione è chiaro: se i tagli si riveleranno inevitabili, l’azienda dovrà attivare immediatamente tutti gli ammortizzatori sociali necessari, senza abbandonare il personale. Al fianco di Cirio erano presenti anche gli assessori regionali novaresi Daniela Cameroni e Matteo Marnati.

La protesta nelle vie di Novara

La giornata di mobilitazione era iniziata nelle prime ore del mattino con un corteo molto partecipato, che ha visto sfilare oltre cinquecento persone.

I lavoratori sono partiti dallo stabilimento di via Visconti per raggiungere piazza Matteotti, manifestando il proprio dissenso anche davanti alla sede di Confindustria Novara Vercelli Valsesia.

La protesta ha evidenziato la forte preoccupazione per il futuro di un settore, quello della moda e della manifattura d’eccellenza, su cui il territorio novarese ha investito ingenti risorse e riposto grandi aspettative di sviluppo economico negli ultimi anni.

Una convergenza politica totale

L’aspetto più rilevante della giornata è stata la totale convergenza delle forze politiche e sindacali, scese in piazza unite dietro allo stesso striscione.

Accanto ai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil – Michele Piffero, Elena Ugazio e Stefano De Grandis – hanno marciato esponenti di primo piano di tutti gli schieramenti. In testa al corteo si sono schierati il segretario provinciale e consigliere comunale del Pd Rossano Pirovano, il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Cabrino Pietro Gagliardi e l’assessore comunale leghista alle attività produttive Maria Cristina Stangalini.

Alla manifestazione hanno aderito anche la consigliera comunale dem Sara Paladini e Amedeo Del Galdo di Alleanza Verdi e Sinistra. Al presidio in piazza Matteotti si sono uniti inoltre il segretario regionale del Pd Domenico Rossi e la capogruppo di Avs in Regione Alice Ravinale.

Proprio Rossi e Pirovano, in una nota congiunta, hanno evidenziato l’importanza di questa unanimità, e il segretario dem ha già presentato un’interrogazione in Consiglio Regionale per fare in modo che la giunta segua passo dopo passo l’evoluzione della crisi.

Ora appuntamento a Roma

Il futuro della vertenza Alexander McQueen si deciderà ora nei prossimi giorni. Gli occhi di tutto il territorio sono puntati sul tavolo convocato al ministero per il prossimo 28 maggio.

In quella sede la Regione Piemonte, la Provincia e il Comune di Novara si presenteranno con le loro massime cariche per far valere le ragioni dei lavoratori.

Nel frattempo si è attivato anche il Prefetto di Novara, Francesco Garsia, che dopo aver ricevuto le sigle sindacali ha garantito un interessamento diretto e una telefonata al ministro del Lavoro, Marina Calderone, per mantenere altissimo il livello di attenzione del governo sulla crisi novarese.

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