Il relitto della “Quarto Savona Quindici” sbarca a Novara: «Il nostro 11 settembre»

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Il relitto dell'auto della scorta di Falcone esposto in piazza della Repubblica

NOVARA – Un groviglio di lamiere che urla ancora una inesausta domanda di giustizia, avvolto in un silenzio carico di rispetto. Questa mattina, 22 aprile, piazza della Repubblica si è fermata davanti alla teca della QS15, la “Quarto Savona Quindici”: i resti dell’auto di scorta di Giovanni Falcone, sventrata dalla bomba nella strage di Capaci.

L’esposizione rientra nell’iniziativa “Dal sangue versato al sangue donato”, promossa dall’associazione “Donatorinati” della Polizia di Stato e dall’associazione Quarto Savona Quindici. Un binomio che unisce il dovere della memoria al gesto concreto della donazione di sangue, grazie alla presenza dell’autoemoteca AVIS e ai presidi della Croce Rossa.

Canelli: «Legalità e solidarietà sono inscindibili»

All’inaugurazione della teca, il sindaco Alessandro Canelli ha reso omaggio a Falcone, definendolo «la punta di diamante della lotta alla mafia». Per il primo cittadino, la presenza del relitto a Novara è un monito che lega i valori civili:

«La legalità non può essere disgiunta dalla solidarietà. Passare dal sangue versato al sangue donato significa unire il senso del dovere all’aiuto per chi ha bisogno».

Il monito delle istituzioni

L’impatto visivo della carcassa contorta ha scosso le autorità presenti. Il questore Fabrizio La Vigna ha richiamato l’importanza storica del momento: «Da quel sangue è nata una nazione. Questo è il nostro 11 settembre: vedere qui i ragazzi è fondamentale per capire la storia».

Sulla stessa linea il prefetto Francesco Garsia, che non ha nascosto l’emozione: «Davanti a questa automobile si provano i brividi. La mafia non è lontana, è nella società: nessuno può chiamarsi fuori dall’impegno». Anche il comandante dei Vigili del Fuoco, Roberto Marchioni, ha descritto l’incontro con il relitto come un momento «estremamente toccante per chi ha vissuto quei giorni».

Radici per il futuro

La giornata, sostenuta da Comune, UPO, Polizia e Fondazione BPN, è proseguita all’Arengo del Broletto per un confronto con le scuole. Un passaggio di testimone alle nuove generazioni sigillato dal monito del vescovo Franco Giulio Brambilla: «Dobbiamo custodire la memoria per proteggere il futuro. Un albero senza radici viene abbattuto dalla prima tempesta».

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I resti dell’auto della scorta di Falcone a Laveno per le Giornate della legalità

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