NOVARA – L’inchiesta cha sta scuotendo il mondo della sanità torinese coinvolge indirettamente anche l’AOU “Maggiore della Carità” di Novara. Una inchiesta complessa, articolata in diversi filoni di indagine, portata avanti dalla procura di Ivrea e coordinata dai magistrati Alessandro Gallo e Valentina Bossi che hanno depositato nelle scorse ore la chiusura indagini, che individua, tra gli indagati, anche l’attuale direttore generale dell’azienda ospedaliera novarese Stefano Scarpetta (che all’epoca dei fatti dirigeva la Asl al centro dell’inchiesta, competente per i territori di Ciriè, Chivasso, Settimo Torinese, Ivrea e dintorni) e il suo stretto collaboratore Stefano Loss Robin, oggi direttore amministrativo a Novara e allora pari grado nella Asl Torino4.
Una ragnatela di comportamenti ritenuti illeciti
L’inchiesta, iniziata nel 2022, fa riferimento a fatti avvenuti tra il 2021 e il 2024. Il 15 dicembre di tre anni fa, la guardia di finanza di Torino aveva fatto un sopralluogo nella sede di Chivasso, per acquisire documenti. In quel momento, i sospetti erano soprattutto su una serie di appalti e nomine. Indagando, la procura e gli inquirenti hanno rilevato anche diverse altre presunte irregolarità.
Secondo quanto si apprende il coinvolgimento di Scarpetta e Loss Robin riguarderebbe in particolare alcuni concorsi che, secondo le accuse della Procura, sarebbero stati “truccati” per favorire alcuni candidati. Difficile saperne di più perché, come confermano i legai di Scarpetta allo stato non è possibile accedere agli atti di indagine (per problemi informatici della Procura).
La dirigente delle professioni sanitarie figura centrale
L’inchiesta ha ricostruito una ragnatela di comportamenti illegali al centro dei quali ci sarebbe Carla Fasson, dirigente delle Professioni Sanitarie. Secondo i pm proprio lei sfruttando la sua posizione, avrebbe fornito ai candidati ai concorsi le risposte esatte o gli argomenti di interrogazione giorni prima delle prove, con l’obiettivo finale di procurarsi un ingiusto profitto. In questa manipolazione, Fasson – che nel frattempo è stata licenziata ed ha impugnato il provvedimento – sarebbe stata “coperta” da Scarpetta. In un caso anche il direttore amministrativo Loss Robin, che presiedeva la commissione d’esame, avrebbe a sua volta svolto un ruolo nel favorire uno dei candidati a cui sarebbero state fatte pervenire anzitempo gli argomenti dei quesiti d’esame.
Il legale: Scarpetta ha sempre agito nel rispetto delle norme
“Il Dott. Scarpetta ha sempre agito nel pieno rispetto della normativa amministrativa e della ripartizione di ruoli e responsabilità nella direzione dell’Azienda Sanitaria TO4; confida di poter agevolmente spiegare la propria estraneità ai fatti in contestazione, così da ottenere, come già accaduto in passato, l’archiviazione da parte della stessa Procura di Ivrea”. E’ la dichiarazione rilasciata dall’avvocato Giuseppe Damini di Torino che insieme con il collega di studio Cristiano Burdese, sono i legali del direttore generale. Stefano Loss Robin è difeso invece dall’avvocato Alberto Bazzani. Si attende ora di capire quali mosse processuali sceglieranno di compiere Scarpetta e Loss Robin, che hanno 20 giorni per depositare memorie o chiedere di essere interrogati.
