NOVARA – Si alza la tensione alla Radici Chimica di Novara. Nella notte è apparso uno striscione di protesta sulla recinzione dello stabilimento di via Fauser, rivolto duramente contro i dirigenti aziendali.
Un segnale evidente del clima di forte scontro che si respira nel sito produttivo, dove sono subito scattate le assemblee dei lavoratori previste anche per la giornata di domani.
Fumata nera tra RSU e dirigenza: esplode il nodo salari
Al centro del confronto con i dipendenti c’è il bilancio del vertice interlocutorio di martedì 25 agosto tra la dirigenza e le RSU aziendali, conclusosi con un totale nulla di fatto.
Alla già complessa trattativa per la gestione degli esuberi, si è infatti sommato il muro contro muro sul mancato riconoscimento degli aumenti previsti dal contratto nazionale della chimica e sulla scelta della proprietà di assorbire i superminimi anziché erogarli in busta paga.
Relazioni sindacali incrinate e questione sicurezza
La reazione delle sigle di categoria è risoluta: i sindacati denunciano un progressivo inasprimento dei rapporti con i dipendenti dopo l’arrivo del nuovo fondo americano d’investimento.
A gelare gli animi si aggiunge poi il delicato capitolo sicurezza: l’azienda intende riavviare uno degli impianti per smaltire gli stock di ammoniaca, ma le rappresentanze dei lavoratori esigono tutele e garanzie idonee che ad oggi considerano del tutto assenti.
Venerdì il presidio in Confindustria, settembre a rischio sciopero
Dopo la rottura al tavolo interno, il fronte dei lavoratori conferma la mobilitazione.
La protesta si sposterà nella mattinata di venerdì 28 agosto alle ore 10:00 con un presidio davanti alla sede di Confindustria Novara, in concomitanza con il nuovo incontro tra vertici aziendali e parti sociali.
In assenza di risposte concrete sul piano sociale per gli esuberi e sulle relazioni industriali, i sindacati si dicono pronti a procedere con scioperi e scioperi a oltranza per tutto il mese di settembre.
