NOVARA – Non accenna a rientrare la gravissima crisi che sta travolgendo lo stabilimento Radici Chimica di Novara. Dopo la decisione della direzione aziendale – passata a maggio sotto la gestione del fondo americano Lone Star – di fermare la produzione e dichiarare ben 140 esuberi su un totale di 287 dipendenti, la tensione è arrivata al punto di rottura. L’ultimo affondo, consumatosi a fine luglio in concomitanza con la procedura di esuberi, riguarda infatti il taglio unilaterale degli stipendi, operato azzerando i superminimi individuali e assorbendo gli aumenti del CCNL Chimico.
Di fronte a quello che definiscono un illegittimo «dumping salariale», i rappresentanti dei lavoratori (RSU) hanno fatto scattare la diffida formale all’azienda, notificata via PEC anche al Ministero del Lavoro e all’Assessorato al Lavoro della Regione Piemonte.
La cronologia della vertenza: dalla clava degli esuberi al taglio dei salari
Per comprendere l’escalation della protesta occorre ricostruire le tappe della vertenza:
- Maggio: subentro del fondo americano Lone Star nella proprietà dello stabilimento.
- Giugno: pagamento regolare della quattordicesima mensilità nel rispetto dei diritti storici del sito.
- 16 Luglio: la svolta drammatica con il blocco della produzione e l’apertura formale della procedura di esuberi (ex Legge 234/2021) che mette a rischio quasi la metà delle famiglie dello stabilimento. Il consiglio comunale si schiera a fianco dei lavoratori
- Fine Luglio: al danno si aggiunge la beffa con la decurtazione delle buste paga tramite l’assorbimento forzato dei superminimi.
La diffida della RSU e lo scudo della legge sulle delocalizzazioni
I sindacati denunciano una palese violazione dell’articolo 2112 del Codice Civile sul trasferimento d’azienda e richiamano la giurisprudenza della Cassazione (Ordinanza n. 23704 del 21 luglio), secondo la quale il superminimo non assorbito nel tempo diventa parte fissa dello stipendio.
Essendo stata attivata la procedura vincolante prevista dalla Legge 234/2021 (la normativa anti-delocalizzazioni), l’azienda ha l’obbligo di mantenere congelata la situazione e garantire l’occupazione fino a gennaio 2027. Un margine di tempo che per la RSU «non deve essere vissuto come una semplice attesa, ma come lo spazio negoziale obbligatorio per costruire un piano sociale di salvataggio».
Assemblea straordinaria e presidio il 28 agosto in Confindustria
Proclamato lo stato di agitazione, i lavoratori si preparano a fare sentire la propria voce con una serie di appuntamenti molto importanti. Mercoledì 26 e giovedì 27 agosto (ore 13:00 – 15:00) è in programma l’ assemblea generale straordinaria nel piazzale della Portineria Merci dello stabilimento novarese. Venerdì 28 agosto alle 10:00 si terrà l’incontro ufficiale tra le Organizzazioni Sindacali, la RSU e i vertici del Fondo Lone Star.
Proprio in concomitanza con il vertice di venerdì 28, i lavoratori promuoveranno un presidio pacifico sotto la sede di Confindustria dove si svolgerà la riunione.
L’obiettivo è chiaro: pretendere il ripristino immediato della legalità salariale e la tutela di tutti i 287 posti di lavoro. «Non accetteremo che la ristrutturazione venga finanziata sottraendo soldi dalle buste paga. La solidarietà è la nostra forza», conclude la nota RSU.
