Daniela Cameroni assessore regionale all’istruzione. Cosa cambia tra Novara e Torino

Novara regione Cameroni giunta
Daniela Cameroni e Alberto Cirio

NOVARA – Nessuna sorpresa, alla fine: le anticipazioni di Malpensa24 hanno trovato conferma ufficiale. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nella prima serata di ieri ha sciolto le riserve firmando la designazione di Daniela Cameroni come nuovo assessore della giunta regionale. Si occuperà di Istruzione, merito e diritto allo studio, formazione professionale e rapporti con le società partecipate.

Una scelta che permette al governatore di chiudere la crisi aperta dal caso “Le 5 Forchette” prima degli impegni europei della prossima settimana, evitando le scosse telluriche che avrebbero potuto colpire di riflesso tutta la coalizione lunedì, quando è atteso a Torino lo stato maggiore di Fratelli d’Italia con Arianna Meloni e Giovanni Donzelli.

L’ascesa di Daniela Cameroni

Novarese, classe 1977, imprenditrice nell’azienda di famiglia (serramenti e infissi), Daniela Cameroni è una “scoperta” recente della politica novarese. Fino alla candidatura a sorpresa nel listino del Presidente nelle elezioni 2024 aveva lavorato nel partito soprattutto dietro le quinte, tanto da essere conosciuta quasi esclusivamente come compagna di vita del senatore Nastri.

«Un impegno nato da lontano»

«Il mio impegno – racconta poche ore dopo la nomina – nasce da lontano: ho sempre seguito la politica con attenzione, maturando nel tempo una conoscenza diretta della vita amministrativa e del lavoro sui territori. Ho scelto Fratelli d’Italia fin dalla sua nascita, condividendone valori e visione».

E aggiunge: «L’esperienza in Consiglio regionale ha rappresentato un passaggio importante: mi ha permesso di comprendere da vicino come nascono le decisioni e quale impatto concreto hanno sulla vita dei cittadini. È un percorso che mi ha preparato al ruolo che oggi mi viene affidato».

I propositi: concretezza, ascolto e dialogo

Guardando all’approccio che intende fare proprio rispetto al nuovo incarico, ricorda: «vengo da un’esperienza nel mondo dell’impresa, che mi ha insegnato il valore della concretezza, della responsabilità e del rapporto diretto con le persone».

«Assumo l’incarico di assessore – aggiunge –  con determinazione e senso di responsabilità. Le deleghe a Istruzione, Formazione e Partecipate richiedono impegno e attenzione: il mio lavoro partirà dallo studio dei dossier, dall’ascolto e da un confronto costante con tutti i soggetti coinvolti. Il mio approccio sarà improntato all’ascolto e al dialogo: il confronto è sempre utile, anche quando ci sono punti di vista differenti, se serve a raggiungere gli obiettivi».

Perché Cirio ha scelto lei

La nomina di Cameroni risponde a una triplice esigenza: è una scelta di continuità istituzionale (essendo già vicepresidente della V Commissione che si occupa delle materie oggi affidatele), garantisce il mantenimento delle quote rosa in giunta e permette il rientro a Palazzo Lascaris del cuneese Claudio Sacchetto.

Marrone “viceré” del Lavoro

Se la Cameroni entra, il vicepresidente Maurizio Marrone -esponente dell’ala che fa riferimento ad Augusta Montaruli,  si espande. A lui Cirio ha affidato la delega al Lavoro e Welfare aziendale, che va a sommarsi a Politiche sociali, Famiglia, Casa e Cooperazione internazionale.

«Abbiamo voluto tenere il lavoro associato alla vicepresidenza – ha dichiarato Cirio – a conferma di quanto questo sia un tema prioritario. La direzione regionale Formazione e Lavoro resterà unita per garantire sinergia, nonostante la gestione sia ora divisa tra due assessori».

Vincitori e vinti: il tramonto del “clan biellese”

L’analisi politica della nuova giunta consegna una geografia del potere nettamente mutata in Fratelli d’Italia. Esulta in ministro della difesa Guido Crosetto, che vede rafforzata la sua componente “moderata” e territoriale. Ma alla fine sorride anche la Montaruli, che blinda la posizione di Marrone, che punta ora decisamente alla candidatura a sfidante di Stefano Lo Russo nelle elezioni comunali di Torino del prossimo anno.

Esce pesantemente ridimensionato invece il “circolo dei biellesi” di Andrea Delmastro. Lo scandalo della società “Le 5 Forchette” ha travolto l’ex assessora Chiorino e ha reso vani i tentativi dell’ultimo minuto di Delmastro di imporre nomi alternativi (come Carlo Riva Vercellotti o la sindaca di Costanzana, Raffaella Oppezzo).

Novara Capitale? Forse…

L’avvento di Cameroni segna, come già sottolineavamo ieri, un deciso spostamento verso est del baricentro geopolitico della Regione. La sua presenza nell’esecutivo di Cirio porta a tre il numero degli assessori novaresi. Un peso che la provincia non ha mai avuto.

Il punto e capire se e quanto i tre assessori “gaudenziani” vorranno e sapranno fare squadra.

Cameroni, interpellata in merito, fa professione di buona volontà: «con gli assessori Matteo Marnati e Marina Chiarelli – risponde –  lavoreremo in sinergia, senza logiche competitive, con l’obiettivo di dare risposte concrete al territorio e all’intero Piemonte».

Ma è chiaro a tutti che queste buone intenzioni si scontreranno almeno con un paio di dati di fatto: da una parte la necessità della Lega di provare a recuperare centralità, soprattutto in vista delle elezioni comunali di Novara del 2027.

E dall’altra l’oggettivo isolamento di Marina Chiarelli, prima “spinta” dal partito novarese e poi “scaricata” al suo destino, al punto da perdere due delle tre deleghe inzialmente affidategli, potrebbe essere un ostacolo impervio ad una collaborazione reale che vada oltre la “buona creanza” di facciata.

Terremoto burocratico

La nomina della Cameroni potrebbe portare con sé anche un cambio della guardia al vertice amministrativo. Con l’addio della Chiorino, è dato per certo l’addio del “mandarino” lombardo Giovanni Bocchieri.  Il potente direttore regionale, giunto a Torino su input dell’ex assessora, avrebbe già preparato le valigie con destinazione Roma, lasciando un’altra casella strategica da riempire nel Grattacielo della Regione.

Nelle prossime ore Cirio formalizzerà gli atti amministrativi, chiudendo una settimana di passione che ha ridisegnato i rapporti di forza all’interno della Fiamma piemontese.

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