Sicurezza: chi mina l’unità a Palazzo Cabrino? Intanto il prefetto decide

Novara sicurezza dibattito commissione
Il sindaco Alessandro Canelli durante il suo intervento in aula

NOVARA – Chi lavora contro l’espressione unanime del consiglio comunale sul tema della sicurezza? La domanda è legittima dopo aver assistito questa mattina ad una incomprensibile seduta dell’VIII commissione, che nelle intenzioni dei capigruppo di maggioranza e opposizione doveva rifinire il testo di una mozione unitaria sul tema.

L’indicazione dei capigruppo

Si era arrivati alla convocazione della commissione per decisione condivisa della conferenza dei capigruppo. Sul tavolo c’erano da alcune settimane due testi: il primo proposto dal gruppo di Alleanza Novarese – Futuro Nazionale, il secondo del Partito Democratico. Ai due testi “organici” si affiancava un emendamento proposto nell’ultima seduta di consiglio comunale dalla Lega.

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Mario Iacopino si è fatto carico di una “fusione” tra i due documenti e l’emendamento.

La “mediazione” tra i testi presentati

Ne è uscito un testo articolato: in apertura vengono evidenziate le criticità esistenti e messi in luce gli auspici condivisi, in particolare quello della necessità di un approccio “integrato” al tema della sicurezza.

Il contenuto della nuova mozione

La nuova mozione impegna poi il sindaco e la Giunta a «predisporre e presentare entro 90 giorni alle Commissioni Consiliari competenti un “Piano Integrato per la Sicurezza Urbana e la Prevenzione Sociale 2026–2028”, condiviso con Prefettura, Forze dell’Ordine e soggetti territoriali interessati».

Il piano deve essere «articolato in linee di intervento, priorità operative, strumenti di monitoraggio e azioni concrete per il rafforzamento del presidio territoriale, della videosorveglianza, dell’illuminazione pubblica, della riqualificazione urbana e della sicurezza nelle aree maggiormente critiche della città».

Deve essere previsto inoltre «il progressivo rafforzamento dell’organico della Polizia Locale e l’attivazione stabile di presidi e servizi nelle fasce serali e notturne, compatibilmente con le risorse disponibili e i vincoli normativi».

La mozione chiede anche di «promuovere, nell’ambito del Piano, un approccio integrato alla sicurezza urbana che rafforzi il coordinamento tra Polizia Locale, Forze dell’Ordine, servizi sociali, scuole, associazioni e realtà territoriali, sviluppando contestualmente politiche di prevenzione sociale, inclusione e partecipazione civica, con particolare attenzione ai giovani, ai quartieri più fragili e al reperimento di risorse regionali, nazionali ed europee dedicate alla sicurezza urbana e alla rigenerazione della città».

Un dispositivo così largo, forse persino troppo generico, ma che aveva il pregio di tenere dentro tutte le sensibilità. Fatta? Per niente.

La sorpresa di Piantanida

Questa mattina a sorpresa l’assessore alla sicurezza Luca Piantanida è arrivato in aula con un documento intitolato “Piano triennale della sicurezza urbana”: di fatto una sorta di riassunto delle linee di indirizzo della Polizia Locale, in parte già attuate in parte annunciate a più riprese come obiettivi negli scorsi anni.

Una “apparizione” inattesa che ha suscitato la reazione dell’opposizione.

«Non è questo – ha detto Rossano Pirovano del Pd – l’argomento di cui si doveva parlare oggi. Questa è roba da campagna elettorale» E la consigliera Sara Paladini ha sottolineato: «sono cose che leggo nel Dup almeno dal 2023».

Si è così acceso un battibecco tra le parti che ha offerto anche il destro ad un accalorato intervento del sindaco Canelli, che ha rivendicato l’impegno suo e della sua amministrazione sul fronte della sicurezza, in particolare sul problema della microcriminalità nella zona della stazione e su quello delle risse che coinvolgono alcune compagnie di giovani e giovanissimi. «Entrambi i fenomeni – ha chiosato Canelli – hanno alla radice un tema di immigrazione incontrollata».

La discussione si è prolungata così oltre i termini previsti, e la commissione è stata aggiornata. Resta l’obiettivo dichiarato di mettere a punto la mozione condivisa. Ma l’impressione è che almeno in alcune componenti della maggioranza, non ci sia tutto questo entusiasmo nel conseguimento dell’obiettivo medesimo. Lo hanno rivelato – o almeno così è parso – il tono di taluni interventi e anche alcune assenze inattese.

Intanto il Prefetto firma la zona rossa

Intanto, come solenne richiamo alla realtà, nel palazzo a fianco il Prefetto era già andato oltre, firmando il decreto che  istituisce la zona rossa nell’area della stazione.

Da mercoledì 10 giugno la zona tra piazza Garibaldi, corso Garibaldi, viale Manzoni e via San Francesco d’Assisi diventerà una sorvegliata speciale per sei mesi. IL decreto darà alle forze dell’ordine il potere di applicare il Daspo urbano per allontanare soggetti violenti o già denunciati, estendendo la misura anche ai minori sopra i 14 anni.

E della mozione si riparlerà la prossima settimana…

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