NOVARA – La zona rossa nella zona della stazione ferroviaria ha un fastidioso “effetto collaterale”: lo spostamento di singoli e gruppi di soggetti che popolavano piazza Garibaldi verso zone limitrofe. Lo confermano i Carabinieri, che negli ultimi giorni hanno rafforzato la propria presenza nel «primo cerchio» esterno alla stazione.
Uno dei luoghi che più stanno patendo questa evoluzione è l’area del Centro di Ricerche Applicate Ipazia. Un grande edificio posto all’incrocio tra corso Trieste e via Bovio, dove lavorano ricercatori, sia italiani che stranieri, e dove hanno anche sede alcuni ambulatori per la cura delle malattie autoimmuni e allergiche.
Soggetti che gravitavano in stazione
Come confermano dal reparto operativo del Comando Provinciale di Novara, nelle vicinanze del centro (verosimilmente nel parcheggio verso corso Trieste e nell’area verde alle spalle dell’edificio) «si sono spostati parte dei soggetti che, prima dell’istituzione della “zona rossa”, gravitavano nei pressi della stazione ferroviaria».
I Carabinieri rafforzano i controlli nella zona
Per questa ragione i militari hanno rafforzato la presenza in zona con l’obiettivo «di fornire un presidio di legalità visibile e tangibile, volto a rendere più sereno e sicuro il transito quotidiano dei professionisti diretti al Centro Ipazia e di tutti i cittadini residenti nel quartiere».
