Nucleare e superbonus, dibattito non più rinviabile

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Ritorno al nucleare indispensabile

di Francesco Carbone*

Alla Camera dei Deputati riprende la discussione sul disegno di legge delega in materia di energia nucleare sostenibile. Un passaggio importante che potrebbe segnare una svolta storica per il futuro energetico del nostro Paese.

Il tema arriva in un momento cruciale. Nei prossimi vent’anni il fabbisogno di energia elettrica dell’Italia è destinato a raddoppiare a causa dei trasporti, della diffusione delle pompe di calore, della crescita dei data center, dell’intelligenza artificiale. Pensare di affrontare questa sfida senza una strategia energetica di lungo periodo sarebbe un grave errore.

In questo contesto, una riflessione merita di essere fatta. Secondo le stime ufficiali, il costo complessivo dei bonus edilizi ha superato i 200 miliardi di euro. Il Superbonus ha certamente prodotto benefici in termini di efficientamento energetico degli edifici, ma è legittimo chiedersi quale sarebbe oggi la situazione energetica italiana se una parte di quelle risorse fosse stata destinata a un grande piano nazionale per la produzione di energia. Perché il vero obiettivo non può essere soltanto consumare meno energia. Un Paese industriale deve anche essere in grado di produrne di più, in modo sostenibile, sicuro e competitivo.

La crisi energetica successiva alla guerra in Ucraina ha dimostrato quanto sia rischioso dipendere dall’estero. Famiglie e imprese hanno pagato il prezzo dell’aumento dei costi energetici e delle tensioni internazionali. Disporre di una produzione energetica nazionale più ampia significa anche essere meno vulnerabili alle crisi geopolitiche, alle oscillazioni dei mercati e alle decisioni di governi stranieri.

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Francesco Carbone

Per una provincia come Varese, caratterizzata da una forte presenza industriale, dal settore aerospaziale e dalla centralità strategica di Malpensa, il tema dell’energia non è una questione teorica ma una condizione essenziale per continuare a crescere e competere.

Per questo motivo appare sempre meno convincente la posizione di Verdi e Movimento 5 Stelle, che continuano ad opporsi a qualsiasi discussione sul nucleare di nuova generazione. Le energie rinnovabili rappresentano una straordinaria opportunità e devono continuare a svilupparsi, ma sostenere che possano da sole soddisfare il fabbisogno energetico dell’Italia del futuro significa ignorare la realtà dei numeri.

Il nuovo nucleare non deve sostituire le rinnovabili, ma affiancarle. Gli Small Modular Reactors (SMR), i mini reattori modulari di nuova generazione, promettono elevati standard di sicurezza, basse emissioni di CO₂ e una produzione costante di energia, indispensabile per garantire stabilità al sistema elettrico nazionale. Va quindi riconosciuto al Governo guidato da Giorgia Meloni il merito di aver avuto il coraggio politico di riaprire un dibattito che per troppo tempo è stato ostaggio di pregiudizi ideologici.

La vera sostenibilità non è soltanto ambientale. È anche economica, industriale e strategica. L’Italia ha bisogno di un mix energetico moderno che comprenda rinnovabili, accumuli, reti intelligenti e nucleare di nuova generazione. Solo così potremo garantire energia pulita, prezzi stabili, competitività per le imprese e una minore dipendenza dalle tensioni geopolitiche internazionali.

Perché senza energia non esiste industria. E senza industria non esiste futuro.

*Ingegnere civile e ambientale
Imprenditore, docente e autore di saggi sui temi dell’energia e dell’industria
energia nucleare superbonus – MALPENSA24
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