VARESE – «Dopo la prima esposizione dedicata all’Avvento, che ha registrato un’affluenza sorprendentemente alta e una partecipazione calorosa, il percorso visivo prosegue con un’altra serie di opere sulle cappelle del Sacro Monte, dalla sesta alla quattordicesima: ora il momento è quello della Quaresima e della resurrezione». Così il fotografo Walter Capelli ha parlato della mostra con la sua interpretazione delle statue all’interno attraverso pittografie trasferite in stampe su metallo, «veri e propri quadri che, grazie alle contorsioni impresse al materiale, sono diventati tridimensionali, o almeno bidimensionali».
La stampa su foglia d’oro e i poster con l’architettura degli esterni
L’esposizione ripropone parte dell’opera che fu presentata nella sua interezza a Villa Puricelli di Bodio Lomnago. «Il Santuario di Santa Maria Del Monte nei mesi scorsi ha ospitato la prima parte, sul tema dell’Avvento. In queste immagini racconto, attraverso il mio sguardo, le scene custodite all’interno delle sacre cappelle: dopo quasi tre anni di lavoro ho ridato vita e forza a quelle statue. L’invito è aperto a tutti, venite a visitare la mostra che è aperta dalle 7 alle 19 e proseguirà fino a dopo Pasqua, e lasciatevi accompagnare da questo nuovo capitolo del percorso. Come succede per ogni appuntamento, ho aggiunto qualcosa di particolare. In questo caso ci sono una pittografia su foglia d’oro e una serie di poster inediti, con le fotografie dell’architettura degli esterni, che aiuteranno una raccolta fondi per il rifacimento dell’illuminazione delle cappelle stesse».
In punta di piedi
Se prima al centro c’erano i Misteri gaudiosi del Rosario, ora tocca a quelli dolorosi e gloriosi, «visioni di passione e silenzio: un’operazione – ha raccontato Capelli, che nel suo prossimo progetto si occuperà del mondo delle moto Harley-Davidson – che sto continuando ad approfondire e che un giorno mi piacerebbe trasformare in un libro. Sono entrato nei vari ambienti in punta di piedi con le mie luci, i miei set, per dare più forza a ciò che contengono. Anche per i notturni dei poster, con tempi di esposizione prolungati: cieli che passano dal tramonto a parti, molte, di buio profondo. Mi hanno dato una bella soddisfazione, anche con la grande partecipazione che c’è stata, soprattutto nel periodo natalizio. All’inizio ero contento, con questo lavoro, di portare i viandanti al Sacro Monte; ora, parlo con una punta d’orgoglio, sono invece contento di avere liberato fuori le sculture all’interno delle cappelle e portato il Sacro Monte fuori dalla provincia di Varese».


