Nuovo Pgt a Sumirago, l’incontro con i cittadini per conoscere il territorio

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SUMIRAGO – «Resto sempre del pensiero che, se in questo percorso si riescono a esplicitare tutte le idee, è un momento di crescita della cittadinanza. Perché normalmente nessuno va a leggere neanche la relazione. La prospettiva è quindi di organizzare altri incontri, su aspetti più specifici della procedura, così da far comprendere l’intero Piano». Così si è espresso Giuseppe Pasolini, assessore all’Urbanistica di Sumirago, nella serata di ieri, giovedì 24 giugno, organizzata dall’amministrazione comunale a Villa Molino e dedicata alla variante del Pgt: un momento di confronto aperto a tutta la cittadinanza e dedicato alla pianificazione e alla conoscenza del territorio.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti gli estensori del Pgt Roberto Carimati, Manuela Panzini e Fabrizio Ottolini, rispettivamente geologo e architetti, con la supervisione di Lorenzo Ielmini, architetto dell’ufficio tecnico. Tra i presenti c’erano la sindaca Yvonne Beccegato, il vicesindaco Mauro Croci, l’assessore Mara Gorini, Stefano Romano, capogruppo di Meloni – Noi per Sumirago, Silvana Giamberini e Marilena Cunati, rispettivamente capogruppo e consigliere di Viviamo Sumirago.

Nuove norme e necessità: uno strumento non più attuale

Come ha spiegato Pasolini, l’attuale Piano di Governo del Territorio, strumento approvato nel 2011 e diventato vigente nel 2014, «a distanza di quindici anni non risulta più attuale per le disposizioni e per le necessità emerse». Da qui la volontà dell’amministrazione di lavorare sulla sua variante, in un cammino che si prevede di poter concludere per ottobre; parallelamente ai vari “step” previsti dalla legge, l’evento è stato indetto per favorire una partecipazione attiva della cittadinanza, così da far conoscere gli “input” della pianificazione e i contenuti territoriali di interesse generale.
Spicca il Documento di Scoping preliminare alla Valutazione Ambientale Strategica per il Pgt, approfondita da Panzini; una fase in cui si raccolgono le prime segnalazioni e osservazioni – istanze da chiunque voglia rappresentarle – in cui sono protagonisti soprattutto gli enti ma è aperta a tutti i cittadini. Dopo una prima conferenza di valutazione sarà redatto un rapporto ambientale, da trasmettere al progettista, che sarà reso pubblico insieme alla proposta di Pgt, avviando un’altra fase di raccolta di richieste e indicazioni per arrivare a un quadro conoscitivo il più completo possibile. Dopo una seconda conferenza di valutazione saranno pubblicati i documenti del caso, con la possibilità di ulteriori integrazioni. Dopo la prima approvazione del Pgt da parte del consiglio comunale si aprirà «un periodo di 60 giorni formalmente molto più importante perché per ogni osservazione pervenuta il consesso avrà l’obbligo di rispondere».

Le linee di indirizzo della giunta

Paesaggio, presenze naturali, servizi (primari e secondari) e luoghi della salute, fruibilità territoriale e punti di interscambio, definizione del sistema urbano e dei suoi margini, nuclei storici e presenze storiche, sistema economico (produttivo, commerciale, ricettivo), sicurezza territoriale, aree dismesse da bonificare, protezione idrogeologica, patrimonio pubblico da valorizzare, associazionismo e volontariato e sicurezza territoriale sono gli «elementi alti» delle linee di indirizzo decise dalla giunta con la delibera 50 del maggio 2026. Tra i punti più a cuore per l’amministrazione, oltre ad avere avere il maggior numero di confronti con cittadini e portatori di interesse, ci sono la preservazione e valorizzazione del territorio, nonché la predisposizione di un sistema di servizi compatibili con la cittadinanza.

Il consumo di suolo da ridurre

Quanto alle aree edificabili, secondo la legge regionale vanno ridotte le previsioni di consumo di suolo ma, come ha spiegato Ottolini, «per Sumirago si tratta di un problema relativo, in quanto limitate a una quindicina di “ambiti di trasformazione” previsti dal documento di piano. La regola dettata dal piano territoriale regionale è di una riduzione del 40 per cento nel 2027, in vista del “consumo di suolo zero” in tutta Europa del 2050: si cercherà di intervenire dove abbia più senso e si possa assicurare maggiore qualità ambientale».
Carimati ha illustrato lo stato di salute di Sumirago, territorio di undici chilometri quadrati sul crinale tra la Sp17 e la valle dell’Arno, e parte dell’Ecomuseo delle Piane Viscontee, «terra di mezzo tra il Parco del Campo dei Fiori a nord e quello del Ticino a sud. Fa parte dell’Anfiteatro morenico del Verbano e non ha substrati rocciosi eccetto quello di gonfolite che affiora al Castello di Caidate. Caratterizzato da una bassa sismicità, ha un terreno impermeabile in cui il reticolato idrogeografico segue la morfologia; l’unica situazione gravosa, in caso forte piovosità, si trova verso Mornago dove sono state rilevate erosioni e incisioni del suolo».

Meloni – Noi per Sumirago: «Forte ritardo nel presentare il documento»

«Considerato che la presentazione è stata una mera esposizione della situazione attuale, attendiamo di avere maggiori dettagli sul Pgt per esporre, in modo consono e completo, una valutazione di merito sulla variazione generale del Piano di Governo del Territorio di Sumirago.
Per adesso rileviamo che non sono state esposte proposte o idee in merito alla rigenerazione urbana, alla riconversione dei tanti immobili in disuso di proprietà dell’amministrazione comunale, alla trasformazione delle linee di indirizzo in piani di azione e quali servizi implementare su Sumirago.
Di certo vi è il forte ritardo con cui la maggioranza si appresta alla presentazione del documento che, fatto a fine consiliatura e sempre che sia approvato per tempo debito, andrà a influenzare fortemente le scelte future della prossima amministrazione comunale».

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