Nuovo polo logistico di Olgiate: sulle strade 1.000 camion e furgoni al giorno

OLGIATE OLONA – Nuovo polo logistico di via Roma. Chi passa da qualche settimana lungo la via che collega Olgiate e Castellanza vede l’ex polo Montedison completamente trasformato a animato da mezzi e maestranze al lavoro. Ecco quello che sarà il nuovo polo logistico che entro la fine del 2025 o inizio 2026 dovrebbe entrare in funzione. Detto così, quasi uno non ci fa caso. Anzi, si ferma al fatto che quell’area, immobile da tempo è stata bonificata, riqualificata e portata a nuova vita. Insomma un sospiro di sollievo. Ma attenzione a respirare a pieni polmoni da qui a qualche mese.

Lo studio e soprattutto le stime

Chi sta realizzando il polo logistico è un operatore di Milano. E, oltre al progetto c’è uno studio approfondito in cui vengono esplicati tutti gli impatti ambientali con relativi parametri e normative di riferimento. Ci sono anche numeri, stime, che però destano dubbi. Vediamone alcuni.

Quanti camion viaggeranno sulle nostre strade?

Un polo logistico fa viaggiare merci, ma soprattutto camion. Le stime inserite nello studio progettuale parlano di 96 tir al giorno di consegna merci (12 nell’ora di punta pomeridiana); ma anche di 708 veicoli al giorno in entrata e in uscita (89 nell’ora di punta serale), oltre a quasi 300 veicoli di addetti e visitatori. Traffico veicolare che scorrerà lungo arterie viabilistiche già al collasso o comunque molto trafficate e, in particolare, lungo l’asse del Sempione, sfruttando l’uscita di Busto Arsizio della Milano Laghi.

Un colosso dell’e-commerce?

Ripetiamo, queste sono le stime. Che nella realtà dei fatti, ovvero quando il Polo entrerà in funzione, potrebbero produrre numeri più bassi, ma anche più alti. Molto più alti, se le indiscrezioni che girano sul marchio che potrebbe approdare in via Roma risultassero vere. C’è, infatti, chi parla dell’arrivo di un brand mondiale di e-commerce. Del resto i numeri sui volumi di traffico preventivati lasciano pensare a un polo con grande movimentazione, in cui la merce arriva (96 tir al giorno, che raddoppiano se si pensa che una volta arrivati in via Roma pieni poi se ne vanno vuoti) e subito esce per essere consegnata o portata altrove (i 708 veicoli).

Capannoni da riempire e svuotare. Ogni giorno

Infatti, i nuovi capannoni, se si passa in via Roma, si possono vedere, anche se un po’ “oscurati” dalle reti arancioni di cantiere e dal muro di cinta. Il cantiere avanza velocemente, sull’asfalto la rotatoria d’ingresso e uscita dal polo è praticamente pronta. E i due blocchi (magazzini) avranno una capacità di ricezione merci davvero importante. Merce che non si fermerà lì a lungo. Insomma, per usare un eufemismo, ci sarà un bel via vai. Dagli studi fatti, ma anche dalla tipologia di logistica prevista, il polo dovrebbe essere come un hub in cui arriva merce che poi verrà distribuita nella zona. Passando davanti al cantiere si vedono anche che le “bocche di carico scarico” (non tutte per la verità), ovvero gli ingressi dove i tir si collocano per scaricare. Quello che non è chiaro (nel senso che non è noto) è se l’intero comparto sarà gestito da uno solo o da più operatori. Ma questo non è l’unico punto su cui fare luce per avere garanzie di come si svilupperà il polo logistico, che potenzialmente potrebbe davvero cambiare la vita a un’ampia fetta di territorio olgiatese, bustocco e castellanzese. La chiarezza però, andrebbe fatta subito, adesso (anche se forse ormai è un po’ tardi) e prima di dover intervenire a operatività in corso.

I building

Sono due i building che comporranno il nuovo polo. Con queste dimensioni: l’edificio 1, è alto 13 metri e il 2 è di 14 metri. Il primo capannone ha una superficie destinata a magazzino superiore ai 30 mila metri quadrati (quasi 32 mila); e il secondo 7 mila metri quadrati. Ma la merce stivata non sta solo su un piano. Questo significa che, se si vuole fare una stima, per quanto approssimativa, della capacità dei magazzini basta moltiplicare la superficie per l’altezza. Il numero, in metri cubi, che ne esce è impressionante (nella foto sotto, le fasce blu sono destinate alle bocche di carico scarico, che si possono contare).

Per Villa Gonzaga è tutto sotto controllo

Eppure, da quando l’intera questione progettuale è stata avviata, Villa Gonzaga ha sempre minimizzato. Ha quasi silenziato l’argomento. Vietato parlare di invasione di mezzi pesanti o anche meno pesanti come i furgoni di consegna merci. Ma se i quasi 100 camion al giorno li moltiplichiamo per 365 giorni l’anno, forse avremmo una dimensione numerica allarmante. Facendo fede sul fatto che i tir saranno 96 al giorno. E se fossero di più?

Le strade interessate

E ancora. Su quali strade viaggeranno – i mezzi pesanti e non, che sommati fanno più di mille al giorno – per arrivare in via Roma? Sulla Strada Saronnese, in corso Matteotti, ma anche lungo via per Fagnano, il Sempione, via Diaz, via Morelli. Poiché se da un lato è vero che l’operatore si impegna a “effettuare le verifiche statiche sui manufatti in corrispondenza dell’area del polo chimico, sempre su corso Sempione e ad installare sistemi di rilevazione di violazione dei divieti di transito in corrispondenza delle intersezioni Saronnese- Matteotti e Matteotti – Piave, oltre che su via Don Gnocchi”, ma è anche vero che questi divieti saranno imposti ai camion di grosso calibro, che se rispetteranno le regole viaggeranno sostanzialmente lungo il Sempione. Ma per tutti gli altri mezzi non ci saranno percorsi obbligati.

Le migliorie promesse

L’operatore si impegna anche a migliorare il sistema semaforico del Buon Gesù, ovvero quell’incrocio di competenza dei Comuni di Busto, Olgiate e Castellanza e che le rispettive amministrazioni stanno cercando di districare – senza esserci riuscite – da almeno dieci anni. (Una postilla: se dovessero riuscire nell’impresa di sistemare quel nodo viario, chi ha amministrato e amministra si dovrà pur fare qualche domanda).

Ma non è solo l’amministrazione di Olgiate e sminuire il possibile impatto viabilistico del futuro polo logistico di via Roma. Anche gli uffici della Provincia di Varese, sulla base dello studio fornito, hanno sancito che: “In conclusione, sotto il profilo viabilistico, analizzate anche le integrazioni presentate, si ritiene che gli impatti causati non siano rilevanti e che siano mitigati dagli interventi che l’operatore si è impegnato ad effettuare”.

Posti di lavoro

In genere, quando in un Comune “sbarca” una nuova attività imprenditoriale, nella “trattativa” problemi causati e benefici vengono inseriti i posti di lavoro da garantire per cittadini residenti. È accaduto e accade quando, ad esempi, si insedia un nuovo supermercato. In questo caso bisognerebbe capire quanti posti di lavoro saranno destinati a residenti olgiatesi e dei comuni limitrofi, tenendo conto che una logistica.

Niente VIA

Pare che il progetto non sia passato dalla VIA, ovvero non sia stato sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale. Sono i numeri inseriti, tutti sotto la soglia che obbligherebbe a passaggi istituzionali più lunghi e complessi, ad aver indirizzato l’intervento su canali “più rapidi”. E se, una volta entrato in funzione, magari nel corsi dei mesi e degli anni quei numeri si rivelassero distanti dalla realtà? Qualcuno ha provato, anche solo per fantasia, a immaginare proiezioni differenti alle voce: traffico, impatto ambientale, ecc. ecc?

I vicini cosa dicono?

L’intervento, che ha comportato, cosa non da poco, anche la bonifica dell’intera area, è tutto sul Comune di Olgiate Olona. Quindi verrebbe da dire: “A casa propria, ognuno fa ciò che vuole”. Infatti, i benefici (perché ci sono anche quelli, attenzione) sono tutti a favore di Olgiate. Ma le ricadute, che forse in questo momento i vicini non vedono – ma rischiano di ritrovarsi – sono anche su Busto Arsizio e su Castellanza.

E quando parliamo di ricadute ci riferiamo al traffico, che, anche se di poco – come sostiene lo studio e ribadisce la Provincia – comunque peggiora visto che è caricato proprio sulle arterie delle due città (Busto e Castellanza). Oltre che su quelle olgiatesi. C’è poco da girarci attorno, di spazi per creare diversivi viabilistici non ce ne sono.

Insomma sarebbe interessante capire se Villa Gonzaga ha avuto e ha interlocuzioni con i Comuni di Busto e Castellanza. E soprattutto, sarebbe curioso capire cosa dicono i rispettivi sindaci, ovvero Emanuele Antonelli (Busto) e Cristina Borroni (Castellanza). Anche questo, al momento, è uno dei punti da chiarire.

L’area ex Montedison: com’era e come appare sarà

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