VARESE – Oltre 2.000 cittadini varesini hanno firmato la mozione di Stefano Angei, consigliere comunale della Lega, per dire “basta” al caos viabilistico che sta soffocando Biumo Inferiore e Belforte.
«Un numero molto rilevante – scrive Angei in una nota stampa – che certifica il divorzio totale tra la giunta Galimberti e la città reale. Sotto accusa finisce il “binomio del traffico” composto dal sindaco Galimberti e dal suo assessore alla Mobilità, Andrea Civati, entrambi responsabili di aver trasformato arterie vitali come Via Carcano e Viale Belforte in un laboratorio per esperimenti viabilistici fallimentari che stanno devastando il tessuto economico locale, con il totale silenzio complice dell’assessore al commercio Perusin». Per il leghista Angei le firme raccolto non sono «non sono più una semplice protesta, ma una vera e propria sollevazione popolare».
L’affondo di Stefano Angei
Il sindaco Galimberti e l’assessore Civati escano dai loro uffici e guardino in faccia i 2.000 cittadini che hanno firmato contro la loro arroganza amministrativa. Invece di occuparsi solo di annunci e propaganda, Civati si assuma la colpa di aver progettato cantieri che non stanno in piedi, privi di ogni supporto statistico o studio preliminare sull’effettivo utilizzo.
Biumo e Belforte non sono il plastico di un architetto, ma il cuore pulsante di Varese che questa coppia al comando sta portando all’infarto. La smettano di giocare con la pelle dei residenti e dei commercianti: 2.000 firme sono un mandato chiaro, la città non vuole la loro visione ideologica della mobilità.
Un piano “anti-Varese”: i punti della mozione
Il documento, che vede Angei come proponente e primo firmatario, impegna l’amministrazione a una ritirata immediata su scelte definite scellerate:
- Sospensione immediata del cantiere di Via Carcano: stop immediato alla realizzazione della pista ciclopedonale che sta paralizzando la circolazione.
- Sicurezza dei soccorsi calpestata: i restringimenti delle carreggiate stanno creando gravi difficoltà al transito dei mezzi di soccorso nell’area.
- Schiaffo al commercio e ai residenti: la drastica riduzione dei parcheggi sta determinando una fuga della clientela e danni economici pesantissimi alle attività locali.
- Ritorno al buon senso: ripristino della possibilità di svolta a sinistra da Via Ledro in Viale Belforte per garantire la fluidità del traffico.
- Basta decisioni al buio: l’amministrazione non ha fornito dati empirici a supporto della necessità di questi percorsi ciclopedonali.
«Galimberti e Civati hanno trasformato Varese in una città “a ostacoli”. Nel nome di una presunta svolta “green” hanno falciato anche degli alberi presenti nell’area. Esigiamo che il presidente del consiglio comunale convochi d’urgenza l’aula: queste 2.000 firme pesano come macigni e non permetteremo che vengano chiuse in un cassetto. La ricreazione ideologica è finita. Ora la parola torni ai varesini».
