INDUNO OLONA – Aggredito con coltelli e mazze chiodate sotto casa. Così è morto Enzo Ambrosino, 30 anni, vittima dell’agguato andato in scena in via Porro a Induno Olona, davanti alla casa di corte dove il 30enne, in passato imbianchino e panettiere, appena trasferitosi da Buguggiate, viveva. Gli assalitori, che probabilmente lo stavano curando, lo hanno bloccato mentre rincasava intorno all’una di oggi, sabato 11 aprile, dopo la festa di compleanno della figlia.
Un lago di sangue
«Ho sentito che davano botte e il ragazzo gridava. Sono uscita, ho visto quelli che scappavano via. Sono 5 mesi che sto qua, non ho mai visto una cosa così, tutto quel sangue per terra quando sono scesa giù», spiegava questa mattina una vicina. «L’ha visto mia mamma, io mi sono solo affacciato, vedevo casino, tanta gente. Ha visto tutto una signora affacciata sulla strada, ha chiamato i carabinieri. Mio cugino abitava qui da due mesi», ha aggiunto un cugino della vittima.
Spedizione punitiva?
Sia sulla strada che nel cortile sono ben visibili molte tracce di sangue. La scientifica, giunta sul posto, ha effettuato i rilievi all’esterno e all’interno dell’abitazione. Si fa largo l’ipotesi che la rissa, in realtà, possa essere stata un regolamento di conti. Una spedizione punitiva per ragioni ancora da chiarire. I carabinieri, coordinati dal pubblico ministero di Varese Mariolina Contaldo, sono al lavoro. Nell’accaduto sono rimaste ferite altre due persone, padre e figlio, la cui posizione sarà vagliata dagli inquirenti impegnati nel ricostruire fatti e responsabilità. Al momento non risultano provvedimenti, ma il cerchio potrebbe stringersi nelle prossime ore.
