VARESE – Poca vetrina e tanto lavoro oscuro. Del resto, nell’unica occasione in cui il dg dell’Asst Sette Laghi ha parlato con la stampa lo aveva promesso: «Voglio prima vedere, capire, conoscere, dialogare con i professionisti che fanno grande questa azienda e lavorare sulle soluzioni». E così è stato.
Mauro Moreno arriva alla guida dell’Asst Sette Laghi il primo di agosto. Succede a Giuseppe Micale che a Villa Tamagno è stato prima commissario e poi dg. La sua precedente esperienza da direttore sanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII gli ha permesso di avere una conoscenza fresca e diretta dei gangli principali che fanno la differenza tra un’azienda che ha problemi e una che funziona. Ma soprattutto la consapevolezza che i risultati si ottengono con un lavoro di squadra.
Conoscere e dialogare
E così Moreno prima di parlare con l’esterno ha aperto un dialogo a 360 gradi con l’interno. Nelle prime settimane, l’ha detto lui stesso il 29 agosto in occasione di un evento legato alla sanità, ha girato molto. Ha voluto rendersi conto della complessità strutturale dell’Asst Sette Laghi, «una realtà – disse – importante, non lontana da Milano e a due passi dalla Svizzera». Una posizione logistica che ha i suoi vantaggi, ma anche qualche svantaggio. Ad esempio l’attrattività che la Svizzera esercita sul personale. Questo è uno dei temi Moreno ha dovuto affrontare con un reclutamento (già avviato da Micale), ma rafforzato proprio dal nuovo direttore generale.
Logistica interna e università
Altra questione delicata, e affrontata fin dal primo giorno da dg, è stata quella della logistica interna con relativa distribuzione dei farmaci. Rimodulazione di un servizio avviato ben prima dell’arrivo di Micale, che poi è esploso in tutta la sua mancanza di efficacia e che l’attuale dg ha condotto a termine nel percorso di soluzione.
Moreno a Varese è arrivato in punta di piedi e tra le prime e poche parole che ha utilizzato per spiegare la sua mission da direttore generale ha utilizzato il termine “facilitatore”. Per usare un gioco di parole: facile a dirsi, più complesso da tradurre alla guida di un’azienda sanitaria che conta ben sette presidi ospedalieri (Circolo e Fondazione Macchi e Filippo Del Ponte a Varese, ospedale di Cuasso al Monte. il Galmarini di Tradate, l’ospedale Causa Pia Luvini di Cittiglio. l’ospedale Luini Confalonieri di Luino e l’Ondoli di Angera) e un piano cantieri articolato e tuttora in corso.
Non bisogna poi dimenticare il rapporto tra ospedale e università. Il direttore generale ha ben presente che bisogna rafforzare dialogo e collaborazione con l’ateneo varesino, che può ricoprire un ruolo strategico sia sotto l’aspetto della formazione “in aula” che sul “campo.
Una sfida importante quella di Mauro Moreno, al suo primo incarico da direttore generale alla guida di un’azienda ospedaliera, che abbraccia tutto il Nord della provincia di Varese, con un bacino di circa 450 mila abitanti, in un momento in cui la sanità sta ricostruendo e ridefinendo i rapporti tra presidi ospedalieri e medicina di base territoriale. Altro nodo, che non appartiene certo solo alla Sette Laghi e che richiede pianificazione a medio – lungo termine, al quale il dg sta lavorando.
