Al Castello di Fagnano il dramma è internazionale con “Pagliacci”

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FAGNANO OLONA – Forte di un cast internazionale, a Fagnano Olona verrà rappresentato il celebre dramma lirico di Ruggero Leoncavallo. Il Castello Visconteo ospiterà infatti nella sua sala consiliare, venerdì primo febbraio alle 21, lo spettacolo teatrale “Pagliacci”. L’evento, a ingresso gratuito, gode del patrocinio del Comune ed è stato organizzato dall’associazione culturale 2L Lombardia Lucania, dalla Pro Loco di Fagnano Olona e dalla Compagnia di Canto Vittorio Tosto.

L’opera si ispira a un delitto

«Per noi è un onore poter ospitare ospiti di elevata qualità e livello artistico al Castello Visconteo di Fagnano Olona. Sarà uno spettacolo nello spettacolo, un’emozione pura da regalare ai presenti», hanno raccontato gli organizzatori.
La rappresentazione si avvarrà di contributi internazionali, che giungeranno non solo dal canadese Stuart Graham, che intepreterà Tonio (nella commedia Taddeo), ma anche dalle giapponesi Keiko Katsu, che sarà Nedda (Colombina), e Atsuko Nieda, maestro concertatore al pianoforte. “Pagliacci” è un’opera lirica in due atti, rappresentata per la prima volta al Teatro Dal Verme di Milano il 21 maggio 1892. Stando alle parole dello stesso Ruggero Leoncavallo, l’opera si ispira a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo, in Calabria, dove il compositore visse alcuni anni da bambino.

La trama

La piccola compagnia teatrale itinerante formata dal capocomico Canio, dalla moglie Nedda e dagli attori Tonio e Beppe giunge in un paesino del Sud Italia per inscenare una commedia. Canio non sospetta che la moglie, molto più giovane, lo tradisca con Silvio, un contadino del luogo, ma Tonio, fisicamente deforme, che ama Nedda e ne è respinto, lo avvisa del tradimento. Canio scopre i due amanti che si promettono amore, ma Silvio fugge senza essere visto in volto. L’uomo vorrebbe scagliarsi contro la moglie, ma arriva Beppe a sollecitare l’inizio dello spettacolo perché il pubblico aspetta. Canio non può fare altro, nonostante il turbamento, che truccarsi e prepararsi per lo spettacolo. Dovrà impersonare nella farsa un marito tradito, ma la realtà prende il sopravvento sulla finzione. Egli riprende il discorso interrotto poco prima, rinfacciando a Nedda/Colombina la sua ingratitudine e dicendole che il suo amore è ormai mutato in odio per la gelosia. La donna, intimorita, cerca di mantenere un tono da commedia, ma poi, minacciata, reagisce con asprezza. Beppe vorrebbe intervenire, ma Tonio, eccitato dalla situazione, di cui è responsabile con la sua delazione, glielo impedisce. Gli spettatori, dapprima attratti dalla trasformazione della farsa in dramma, comprendono troppo tardi che ciò che stanno vedendo non è più finzione. Al rifiuto di Nedda di dire il nome del suo amante la situazione precipita.

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