La Pallacanestro Varese muove le torri del futuro: Lautaro Basualdo e Bol Bol

Saranno famosi a Varese: tra foresteria e Campus cresceranno i centri del futuro

Pallacanestro Varese BolBol Basualdo
Bol Bol e Lautaro Basualdo, i gioielli della Pallacanestro Varese del futuro

VARESE – La Pallacanestro Varese muove le torri del futuro. Che risponderebbero ai nomi di Lautaro Basualdo dall’Argentina e di Bol Bol dal Sud Sudan. Il bambinone proveniente dall’Africa è un nipote del mitico Manute Bol nonchè cugino alla lontana dell’omonimo Bol “The Ball” Bol, che gioca in NBA ai Phoenix Suns. Basualdo e Bol sono due prospetti giovanissimi, che cresceranno tra foresteria e Campus per diventare veri giocatori di pallacanestro, possibilmente in grado di fare la differenza a livello internazionale. Una contraddizione rispetto al mercato attualmente bloccato della Serie A? Solo in parte, perché la filosofia della Pallacanestro Varese è quella di impostare una continuità che parte dal settore giovanile per arrivare alla massima serie. Anche se, comprensibilmente, soprattutto in una piazza storica come Varese, al “tifoso della domenica” interessa veder vincere subito Nico Mannion e compagni, senza aspettare troppo le evoluzioni dei giocatori del vivaio.

Da gennaio tocca a Lautaro

A gennaio compirà i fatidici 15 anni e quindi dal giorno dopo potrà essere tesserato Lautaro Basualdo. Di cui già si narrano meraviglie tra le mura del Campus. Luis Scola ha strappato il talento dell’Atletico San Jorge alla concorrenza di Baskonia e Real Madrid, come in precedenza aveva fatto con Ivan Prato ai blancos. Classe 2010, 207 centimetri d’altezza e una fluidità di movimenti da giocatore già fatto e finito, Basualdo è stato convocato dall’Argentina per giocare sotto età il campionato sudamericano Under 15 che si disputerà dal 21 al 28 ottobre in Ecuador. E a gennaio diventerà a tutti gli effetti un giocatore di Varese Basketball.

Arriva Bol Bol, nipote di Manute Bol

Al termine di un lunghissimo iter burocratico, nelle prossime settimane dovrebbe atterrare a Malpensa Bol Bol. Il nome vi dice qualcosa? Per gli appassionati di pallacanestro è impossibile dimenticare Manute Bol (ex centro NBA di 231 centimetri) e suo figlio (nonchè omonimo del “nostro”) Bol “The Ball” Bol, 221 centimetri e attuale ala forte dei Phoenix Suns. I Bol provengono dal Sud Sudan e fanno tutti parte della stessa tribù. Il futuro varesino Bol Bol è nato il 18 dicembre 2009 a Wau. A 15 anni ancora da compiere ha già un’altezza clamorosa di 7’3”, cioè circa 222 centimetri distribuiti su 85 chili di peso. Altezza, certo, ma anche una coordinazione insospettabile e un tocco di polpastrelli promettente.

Bol Bol, i dinka e i talenti del Sud Sudan

Vale la pena di raccontare la storia del “nostro” Bol Bol, tratta in parte da un articolo di Rafael Barlowe sul sito Big Board Global Scouting da cui sono state prese le immagini e il video. Bol Bol è un diamante grezzo che ha incominciato a giocare a pallacanestro un anno fa e che successivamente è stato portato a Nairobi, in Kenia, all’interno del Nurturing Potential Program. D’altronde non poteva passare inosservato questa pertica di bambinone, scovata in una zona remota del Sud Sudan mentre, così afferma Barlowe, trascorreva la sua infanzia come pastore di capre. Esattamente come lo zio Manute Bol, cresciuto in un villaggio facendo il custode di un gregge di pecore. I Bol fanno parte della tribù locale dei dinka (nella loro lingua dinka significa “persone”), circa 1.5 milioni e maggior gruppo etnico del Sud Sudan.

Altezza mezza bellezza

Altezza mezza bellezza? Il proverbio vale soprattutto nella pallacanestro. Nell’ultima stagione NBA erano 4 i giocatori a superare i 2.20 di altezza: Victor Wembanyama (2.24), Boban Marjanovic (2.23), Bol Bol (2.21) e Kristaps Porzingis (2.21). E in tutta la storia dei professionisti americani? In vetta (è proprio il caso di dirlo) ci sono a pari merito Manute Bol e Gheorghe Muresan dall’alto dei loro 231 centimetri, anche se il rumeno vincerebbe per pochi millimetri in più. Seguono a 2.29 Slavko Vranes, Shawn Bradley e Yao Ming. Arriviamo fino alla posizione numero 7, occupata da un giocatore che a Varese molti ricorderanno bene. Stiamo parlando di Pavel Podkolzin (226 centimetri), il gigante siberiano scovato da Gianni Chiapparo nel Lokomotiv Novosibirsj, che giunse sotto il Sacro Monte nel 2007, a 17 anni. Non lasciò particolarmente il segno, ma comunque fu scelto al draft 2004 come seconda scelta degli Utah Jazz, che poi lo scambiarono con i Dallas Mavericks.

La sfida di Bol Bol

Bol Bol arriverà a Varese come un diamante da sgrezzare tra foresteria, Campus e naturalmente scuola. Per lui sarà un cambio di vita epocale: dalle località più sperdute dell’Africa al centro dell’Europa. Una grande sfida per dirigenti, allenatori e compagni di squadra, che dovranno accogliere e accompagnare questo bambinone dall’altezza infinita all’interno di un percorso di vita e, come spera Luis Scola, di pallacanestro ad alto livello. Ma la sfida vale sicuramente la scommessa. E chissà che sotto le volte del Campus possa nascere il nuovo Wembanyama.

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