BUSTO ARSIZIO – «Lauà dul Cumögn, lauà da nisün». L’ex consigliere Livio Pinciroli scuote la testa quando passa da piazza San Giovanni e vede il prato verde affiancato dalle transenne di un cantiere appena avviato. «Ma che senso ha un’installazione nel bel mezzo dei lavori per rifare la pavimentazione? – si chiede «Pinci», che vive in centro – possibile che in Comune la mano destra non sappia mai cosa fa la mano sinistra?». Il risultato? Un pasticcio. Il prato di San Giovanni è stato posato nei giorni scorsi per la tradizionale “Primavera in fiore“, ma subito dopo è stato dato il via al cantiere con le transenne a delimitare l’area di intervento iniziale dove le lastre della pavimentazione erano “esplose” per il calore.
Qui piazza San Giovanni

«Così è un pugno nell’occhio» per Livio Pinciroli, che punta il dito contro l’atavico problema della sovrapposizione delle iniziative da parte di diversi uffici comunali. «I nostri vecchi, in dialetto, dicevano che “un lavoro del Comune è un lavoro di nessuno” proprio perché nessuno ci mette l’attenzione dovuta e alla fine le cose vengono fatte “alla carlona”, come capita spesso – tuona l’ex consigliere – questo è un esempio emblematico, perché bastava coordinarsi per posticipare di qualche giorno l’inizio del cantiere oppure anticipare, o spostare in un altro momento, l’installazione del prato verde, per evitare di creare una confusione che dà un’immagine pessima della nostra città a chi arriva da fuori. La piazza è conciata così da anni e hanno iniziato i lavori solo adesso che c’è, come tutti gli anni, la Primavera in Fiore: pazzesco».
Qui via Borroni
Ma Pinciroli fa un altro esempio che è di stretta attualità, spostandosi in via Borroni, dove è appena stato inaugurato l’ex carcere e dove è partito il cantiere per la residenza di lusso da sette pianti dell’operatore Hestia Immobiliare. «Avevo fatto notare l’incongruenza del marciapiede nuovo sul lato opposto dell’ex carcere, che è diverso da quello già esistente, è già quella era stata una leggerezza inspiegabile – sostiene l’ex consigliere comunale – adesso però sono riusciti a fare addirittura peggio, perché l’impresa edile ha già sfondato in più punti il marciapiede appena realizzato. Anche qui c’è da chiedersi che senso ha spendere soldi dei cittadini per fare un marciapiede nuovo di zecca se si sa che dopo pochi giorni verrà distrutto per fare posto ad un cantiere. Capisco che lo rifarà l’impresa che sta costruendo il palazzo, ma lo avrebbe rimesso a posto comunque, quindi sono stati solo spesi soldi pubblici inutilmente. Ancora: lauà dul Cumögn, lauà da nisün…».
Qui i chiarimenti su entrambi i cantieri da parte del sindaco Emanuele Antonelli.

Busto, pavimentazione in pezzi anche in piazza San Giovanni. «È stato il caldo»

