“Ecomostro” di Pernate: il Comitato non si arrende e ricorre al Consiglio di Stato

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Un rendering tratto dal progetto del maxipolo logistico

NOVARA – Il “no” del TAR Piemonte non ferma la resistenza di Pernate. Dopo la sentenza che ha rigettato i ricorsi contro il maxi-insediamento logistico nell’area T3b, il Comitato per Pernate, insieme alle associazioni ambientaliste e ai cittadini ricorrenti, ha rotto il silenzio annunciando la volontà di proseguire la battaglia legale. Il prossimo passo è già tracciato: l’appello al Consiglio di Stato e l’avvio di una raccolta fondi per sostenere le spese legali di un contenzioso che si preannuncia ancora lungo.

La sentenza del TAR: «Solo questioni amministrative»

La decisione dei giudici amministrativi di primo grado ha, di fatto, dato il via libera al progetto “Novara Ecologistica” promosso da Develog, un intervento imponente su un’area di circa un milione di metri quadrati (di cui 250 mila occupati da capannoni). Tuttavia, il Comitato contesta la lettura del tribunale:

«Si tratta di una decisione che non entra nel merito delle criticità ambientali, sanitarie e territoriali più volte evidenziate – spiega il Comitato in una nota – ma si limita a valutazioni di carattere amministrativo relative agli atti impugnati».

Secondo i cittadini, la battaglia è tutt’altro che conclusa perché vi sarebbero «elementi solidi per una revisione della decisione», specialmente per quanto riguarda il ruolo del piano strategico e dell’accordo di pianificazione che, secondo i ricorrenti, definiscono in modo sostanziale la trasformazione del territorio.

Il nodo del consumo di suolo e il ruolo di Galliate

Il progetto comporterebbe la trasformazione di una vastissima porzione di suolo agricolo, con un conseguente aumento del traffico pesante e delle emissioni inquinanti. Criticità che, secondo la sentenza del TAR, dovrebbero essere approfondite nelle successive fasi di pianificazione, ma che per il Comitato rappresentano un danno immediato alla qualità della vita dei residenti.

Un punto interessante della sentenza riguarda il Comune di Galliate. Il TAR ha annullato la delibera con cui Galliate si era opposto al progetto, ma lo ha fatto sollecitando una maggiore collaborazione tra gli enti.

«Questo conferma che Galliate era pienamente legittimato a intervenire e che il percorso avrebbe potuto essere diverso», sottolineano dal Comitato, rimarcando come la mancanza di un confronto reale e costruttivo tra le parti abbia portato all’attuale stallo giudiziario.

Resta ora da capire se anche il Comune di Galliate seguirà il Comitato nella strada del ricorso. Nei primi commenti dopo la sentenza il sindaco Alberto Cantone non lo aveva escluso, ma neppure lo aveva assicurato.

Raccolta fondi: «Difendiamo il nostro modello di sviluppo»

Per sostenere i costi del ricorso al Consiglio di Stato, il Comitato ha lanciato una mobilitazione che punta a coinvolgere non solo la frazione novarese, ma l’intero territorio.

«Non è solo una questione locale, ma un tema che riguarda il modello di sviluppo che vogliamo. In questi anni i cittadini si sono mossi sempre in modo civile e trasparente, scegliendo la via legale per difendere il proprio territorio».

Nei prossimi giorni verranno comunicate le modalità per contribuire alla raccolta fondi. L’obiettivo è chiaro: portare le ragioni del “no” fino all’ultimo grado di giudizio, chiedendo che la salute pubblica e la tutela del paesaggio tornino al centro dell’agenda politica, al di sopra degli interessi economici degli operatori del settore logistico.

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