VARESE – «Con l’ingresso di Puricelli in Forza Italia, il centrodestra perde l’ultimo esponente civico di coalizione. Non giudico la scelta, che rispetto, di Puricelli, ma vorrei riflettere sul valore del civismo, che in questi anni ha avuto un ruolo importante. Mi chiedo a questo punto, quale spazio continui a esserci, nel centrodestra, per un civismo autenticamente autonomo?». La domanda la pone il vicesindaco Ivana Perusin, puto di riferimento della lista civica Praticittà.
La riflessione di Ivana Perusin
In queste ore ho riflettuto sulla scelta dell’ultimo esponente del civismo di centrodestra di tornare a far parte di un partito strutturato.
Non è una riflessione sulla persona, alla quale va il mio rispetto e l’augurio di buon lavoro, ma sul significato politico che questa scelta porta con sé e sul ruolo che il civismo può e deve continuare ad avere nella vita delle nostre comunità.
Lo dico anche perché appartengo a una lista civica che, ormai da molti anni, collabora con questa amministrazione. In questi dieci anni il civismo non è stato un elemento marginale: insieme ai partiti del centrosinistra ha rappresentato una delle componenti più importanti e qualificanti dell’azione di governo della città. Ha portato competenze, sensibilità, esperienze professionali e associative diverse, offrendo a tanti cittadini la possibilità di partecipare alla vita pubblica senza rinunciare alla propria autonomia.
È anche per questo che mi domando quale spazio continui a esserci, nel centrodestra, per un civismo autenticamente autonomo, capace di rappresentare quei cittadini che desiderano impegnarsi per la propria città senza necessariamente riconoscersi in un partito.
Non è una domanda rivolta soltanto a uno schieramento politico. È una riflessione che riguarda tutti. In un tempo in cui cresce la distanza tra cittadini e istituzioni e l’astensionismo rappresenta una delle sfide più serie per la nostra democrazia, credo sia fondamentale ampliare, e non ridurre, gli spazi di partecipazione.
Il civismo è partecipazione
Il civismo, a mio avviso, non è un’alternativa ai partiti. I partiti restano un pilastro indispensabile della democrazia rappresentativa. Ma il civismo è un’altra forma di partecipazione: quella di chi mette a disposizione competenze, esperienze e tempo per il bene comune senza sentire la necessità di aderire a una struttura politica tradizionale. È una dimensione che arricchisce la politica, la rende più aperta, più concreta e più vicina ai cittadini.
Liste civiche, ma autentiche
Le liste civiche, quando sono autentiche, rappresentano un ponte tra la società e le istituzioni. Consentono di coinvolgere persone che forse non si avvicinerebbero mai a un partito, ma che hanno idee, capacità e il desiderio di contribuire alla crescita della propria comunità. Per questo credo che vadano valorizzate e sostenute, indipendentemente dallo schieramento politico di riferimento.
Saluto quindi con rispetto la scelta del consigliere Puricelli e gli auguro buon lavoro nel percorso che ha deciso di intraprendere.
Occasione di partecipazione persa
Allo stesso tempo, però, non posso fare a meno di pensare che ogni esperienza civica che si conclude rappresenti anche un’opportunità di partecipazione che si perde. Ed è proprio per questo che continuo a credere nel valore del civismo: non come in un contenitore elettorale o in una tappa di passaggio, ma come in una componente essenziale della buona politica.
Una politica capace di ascoltare, di coinvolgere, di valorizzare competenze ed energie diverse e di costruire comunità. Perché la qualità della democrazia si misura anche dalla capacità di offrire ai cittadini modi diversi, autentici e liberi di partecipare alla vita della propria città.
