PIEDIMULERA – Un piano d’azione concreto per prevenire i devastanti incendi boschivi, un coordinamento istituzionale più forte a supporto dei piccoli Comuni e un riconoscimento ufficiale per chi ha lottato contro le fiamme. Sono le tre proposte lanciate dal senatore di Italia Viva Enrico Borghi a margine dell’incontro svoltosi questa mattina, lunedì 24 agosto, a Piedimulera.
Il vertice, promosso dal sindaco di Piedimulera, Alessandro Lana, ha visto la partecipazione dei primi cittadini di Vogogna, Beura-Cardezza, Pallanzeno, Calasca-Castiglione per fare il punto della situazione dopo le emergenze che hanno colpito l’Ossola nelle ultime settimane.
Le proposte: onorificenza e prevenzione
«Scriverò al Prefetto affinché proponga al Presidente della Repubblica un’onorificenza particolare per i volontari, i Vigili del Fuoco e il personale della Protezione Civile che hanno lavorato duramente in queste settimane per spegnere i roghi – ha spiegato parlando con Malpensa24 il senatore Borghi –. È giusto e doveroso che la comunità, attraverso le sue istituzioni, ringrazi chi ha operato per la salvaguardia della sicurezza e del bene comune».
La seconda questione riguarda la gestione del territorio a fronte dei radicali cambiamenti climatici in corso. «Quello che è accaduto in questa estate dimostra che il Vco è un territorio fragile. Dalla crisi idrica in Val Vigezzo allo svuotamento del bacino idrografico del Lago Maggiore, fino allo scioglimento dei ghiacciai in Val Anzasca con i conseguenti dilavamenti, la vulnerabilità è sotto gli occhi di tutti».
«Basta emergenze: servono piste antincendio e coordinamento»
Sul fronte roghi, Borghi ha evidenziato come gli incendi innescati da cause naturali (come i fulmini sulle vette) siano diventati eccezionalmente frequenti e concentrati. «I roghi partono in quota e poi scendono fino a minacciare le abitazioni, come ho potuto constatare di persona anche questa mattina. Se non ci fossero stati i soccorritori, avremmo contato danni enormi alle cose e forse alle persone».
Da qui la richiesta di un piano di mitigazione e adattamento: «Le risorse pubbliche devono essere destinate alla prevenzione pianificata. Un esempio concreto è la realizzazione di piste antincendio dotate di bocchette idrauliche per bloccare sul nascere i roghi in alta quota».
Infine, il tema della governance: «I Comuni e i sindaci sono un presidio fondamentale, ma non possono essere lasciati soli ad affrontare emergenze di questa portata. Serve un coordinamento istituzionale strutturato. Per questo – ha concluso Borghi – scriverò sia al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin sia al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio per sintetizzare le lezioni che dobbiamo trarre da questa estate calda».
