BUSTO ARSIZIO – Piscina Manara, il project financing accelera. C’è la P&G-Partecipazioni & gestioni Srl – la società di Castiglione delle Stiviere che controlla al 99% Aquamore, attuale gestore dell’impianto – dietro alla «proposta di partenariato pubblico-privato» a cui la giunta Antonelli ha attribuito un interesse pubblico nella delibera che, di fatto, dà il via all’iter per la ristrutturazione della piscina di via Manara. «Le tempistiche? Sono in linea con quelle che abbiamo dato in commissione» rivela il sindaco Emanuele Antonelli, che nell’ultima seduta della commissione sport aveva prospettato per gennaio 2027 la riapertura di una delle vasche interne e per l’estate 2027 quella dell’intero impianto.
Il “project”
La proposta di Aquamore era attesa entro luglio, ma è arrivata sul tavolo dell’amministrazione una ventina di giorni prima del previsto, segno che la procedura sta rispettando i tempi, serratissimi, che il sindaco Antonelli ha dettato per evitare di perdere ulteriore tempo, con le società sportive e l’opinione pubblica che stanno con il fiato sul collo di palazzo Gilardoni per poter tornare a nuotare nelle vasche coperte della storica piscina bustocca. Nella seduta di mercoledì scorso, infatti, su proposta del sindaco e dell’assessore allo sport Luca Folegani, la giunta ha deliberato «la sussistenza dell’interesse pubblico preliminare alla presentazione di proposte di partenariato pubblico-privato, nella forma della finanza di progetto, ai fini della ristrutturazione, efficientamento, rifunzionalizzazione e ottimizzazione dal punto di vista strutturale, impiantistico e gestionale del polo natatorio di Via Manara, viste la necessità di avvalersi di know how qualificato sia nell’ambito manutentivo sia nell’ambito gestionale e le condizioni complesse dell’impianto natatorio».
«Non c’è alternativa»
Un step decisivo per mandare avanti l’iter del “project”. Nella delibera viene chiarito che «l’impianto presenta condizioni complesse che a seguito di analisi degli esiti delle indagini sinora espletate non consentono una sua sistemazione con interventi successivi e/o frammentari». Insomma, non si può fare altro che optare per questo tipo di procedura, che comporterà la chiusura delle vasche coperte almeno fino al 2027. L’iter del project financing prevede la presentazione di un progetto di fattibilità da parte del soggetto privato, da porre a base di una gara per l’affidamento della concessione, alla quale viene invitato il proponente (in questo caso Aquamore), che mantiene una prelazione rispetto all’aggiudicazione del bando. Era successo anche per l’illuminazione pubblica: la speranza è che in questo caso non ci si mettano in mezzo ricorsi e controricorsi – allora A2A, che era il proponente del “project”, aveva pareggiato l’offerta di Citelum, che si era aggiudicata la gara, innescando una battaglia al Tar – a rallentare l’iter.
I paletti
Tra i requisiti dettati da palazzo Gilardoni per le proposte di project financing, spiccano «la completa sistemazione dell’intero impianto, comprensiva di efficientamento ai fini dell’abbattimento dei costi gestionali e dell’allungamento del ciclo di vita del plesso», ma anche «una riapertura dell’impianto, anche a step, nel minor tempo possibile, compatibilmente con la portata e la natura dell’intervento proposto». Con un progetto che alla fine dovrebbe costare almeno 5 milioni di euro, in parte a carico del privato, la concessione di gestione sarà lunga, si parla di almeno 20 anni. Per ora i tempi sono in linea con quelli stimati dal sindaco Antonelli, ora l’obiettivo è che la procedura possa marciare spedita per non lasciare a secco i nuotatori bustocchi più di quanto già prospettato, mentre Aquamore ha aperto l’estivo anche agli oratori.
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