SARONNO – Pochi parcheggi, troppi appartamenti, una viabilità che è un rebus e un parco “ad uso pubblico” che rischia di creare «un pericoloso precedente». Altro che svolta verde, per Saronno Civica il piano integrato dell’ex Isotta Fraschini è un azzardo che rischia di mandare in tilt la città. Il gruppo dell’ex sindaco Augusto Airoldi mette nel mirino la maggioranza a trazione PD della sindaca Ilaria Pagani, rea di aver approvato in fretta e furia, poco prima di Natale, un progetto che presenterebbe «notevoli criticità».
«Fretta ingiustificata»
«La richiesta di un tempo maggiore per esaminare le carte era quindi non solo legittima, ma doverosa nei confronti della città – scrive Saronno Civica – l’urgenza invocata ma non motivata dall’amministrazione è, per noi lista civica di centrosinistra, fonte di grande preoccupazione». Gli airoldiani non usano giri di parole e affossano il modus operandi della giunta Pagani: documenti con date discordanti, cartine «generiche» e una «fretta» che secondo il gruppo avrebbe impedito una corretta analisi. Perché correre così tanto su un’area che cambierà il volto di Saronno per i prossimi decenni?
La scure sui parcheggi e il nodo traffico
Il punto che scotta di più sono i posti auto. La riqualificazione rischia di trasformarsi in un incubo per chi frequenta la stazione. Saronno Civica denuncia «la cancellazione di circa 400 posti a raso di proprietà pubblica e la loro sostituzione con soli 230 posti auto interrati». Un buco di 170 stalli che, in un nodo strategico per il trasporto regionale, significa solo una cosa: «Quartieri come il Santuario e il Matteotti rischiano l’invasione di auto dei pendolari». Anche la viabilità è nel mirino. Citando la Commissione Paesaggio, la civica di Airoldi lancia l’allarme: «Il carico urbanistico generato dal nuovo comparto ricade inevitabilmente sul sistema infrastrutturale della città, aggravandone e non risolvendo una condizione già critica».
«500 appartamenti? Fuori scala»
Non convince nemmeno il profilo architettonico e sociale. Le circa 500 unità immobiliari previste sono giudicate un numero «fuori scala per Saronno». E sul parco promesso, i dubbi si trasformano in un atto d’accusa politico: l’area verde sarebbe un semplice giardino condominiale che resta in mano ai privati. «Mantenerne la proprietà in capo alla società privata proprietaria dell’area, invece che cederla alla collettività, appare una scelta che impoverisce la comunità saronnese, oltre a creare un precedente pericoloso».
Oneri poco chiari
Infine, il capitolo economico, definito come «il profilo amministrativamente più delicato». Saronno Civica punta il dito sulla valutazione delle aree: il quadro «non risulta sufficientemente chiaro dai documenti consultati e appare differente da quanto applicato ad altri piani attuativi in anni recenti». La chiusura del comunicato è un guanto di sfida alla sindaca Pagani: «Essere favorevoli o contrari “a prescindere” è una caratteristica del tifoso, non una prerogativa dell’amministratore». La partita è appena iniziata e il prossimo round è già fissato: Saronno Civica parlerà di bonifiche, e c’è da scommettere che saranno parole di fuoco.
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