Politiche, per Giorgetti candidatura in forse. Nella black list Cassani e Tovaglieri?

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Giancarlo Giorgetti, Andrea Cassani e Isabella Tovaglieri

Sarà vero, Giancarlo Giorgetti escluso dalle liste per le candidature leghiste alle prossime politiche? Lo scrive Marco Cremonesi sul Corriere della Sera del 16 ottobre, ipotizzando la clamorosa bocciatura per dare spazio ai salviniani duri e puri, i più fedeli al Capitano. Scelta che sarebbe suggerita dall’eventualità di un tracollo elettorale il prossimo anno, così da ridurre il numero dei parlamentari della Lega a una pattuglia ben al di sotto delle trenta unità. Motivo che presuppone di tagliar fuori chi non risponde a tutto tondo alla linea sovranista imposta al partito da Matteo Salvini.

La copertina dell’Espresso

Per l’ “europeista” Giorgetti non ci sarebbe posto. “Tanto – giustifica qualcuno  – Giorgia Meloni lo riconfermerà ministro comunque”. Il centrodestra deve innanzitutto vincere. Vero però che il laghèe di Cazzago Brabbia è considerato tra i migliori, se non il migliore, esponente dell’attuale compagine di Palazzo Chigi. Addirittura l’Espresso, settimanale storicamente orientato a sinistra, ha dedicato al ministro dell’Economia la copertina dell’edizione di una settimana fa. Titolo: “Il guardiano dei conti”. Lusinghieri i contenuti dell’articolo, che presenta Giorgetti come il ministro che ha cercato di mantenere in equilibrio i conti pubblici italiani, ma che ora deve affrontare una sfida più difficile: trasformare la stabilità finanziaria in una crescita economica concreta per i cittadini.

La presidenza negata

Tutto vero, ma c’è chi lo considera estraneo alla sostanza politica della “nuova” Lega. Che il rapporto tra lui e il vertice del partito si stia sfilacciando è testimoniato anche dal fatto che Salvini ha incaricato Lorenzo Fontana, presidente della Camera, di presiedere il congresso del 24 e 25 ottobre, assise tradizionalmente affidata alla conduzione proprio di Giorgetti. Il quale, doveroso sottolinearlo, sinora non ha mai preso posizione, né a favore né contro, la cosiddetta ala nordista. La fronda, a cui partecipa Attilio Fontana, presidente della Lombardia, contesta la scelta nazionale del segretario federale, che ha posto sullo sfondo la “questione settentrionale” e il Nord. Atteggiamento tipico del ministro che, in politica, rifugge le bagarre correntizie e di potere interno. Una neutralità che in qualche modo lo ha sempre premiato.

Intanto, Cremonesi sul Corriere parla pure di possibili defezioni tra gli attuali parlamentari della Lega, pronti a passare al gruppo Misto. Di sicuro c’è che i “nordisti” si preparano al confronto congressuale. Alla segreteria, in opposizione a Salvini, ha annunciato la candidatura Massimo Garavaglia, guarda caso un leghista che ruota nell’ambito giorgettiano.

La lista nera

Garavaglia, dicono alcune fonti, starebbe in cima alla black list del Capitano, nella quale troverebbero posto Andrea Cassani, sindaco di Gallarate e segretario provinciale della Lega, e – attenzione – Isabella Tovaglieri, eurodeputata bustocca attorno alla quale girano insistenti voci di sui colloqui con Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale. Sorprese alle viste? L’unica certezza, perché confermata dal diretto interessato a Malpensa24, è che Cassani si dichiara ancora prossimo a Salvini, ma in senso critico a favore del futuro del partito: una modifica di prospettiva rispetto a un passato di convinta adesione al Capitano. C’è da credere che archiviato il congresso e rieletto Salvini segretario federale, nella Lega ne vedremo delle belle.

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