CUNARDO – Un intervento di prevenzione del dissesto idrogeologico a monte della sp43 ha preso il via nei giorni scorsi a Cunardo. I lavori, del costo di 172.500 euro, sono finanziati per 75.600 euro dalla Provincia di Varese, per 64.400 euro dall’amministrazione comunale e per 32.500 euro da Alfa srl, che curerà anche l’esecuzione delle opere.
L’obiettivo
L’intervento si è reso opportuno e necessario per ricondurre l’antico corso delle acque che da via Ronchetto scendeva direttamente a Nosavalle, lungo l’omonimo torrente che presumibilmente un centinaio di anni fa, all’epoca della costruzione delle scuole comunali, fu deviato, andando a creare un imbuto su via Verdi, in corrispondenza dell’attuale stazione dei Carabinieri forestali, con forte concentrazione e alluvioni nel caso di forti piogge. L’assessore ai lavori pubblici e vicesindaco Paolo Sartorio spiega che l’idea è venuta osservando l’esistenza di un ponte sotto la strada provinciale che pareva non avere alcuna funzione. Dallo studio approfondito delle mappe e della conformazione del territorio si è intuito che di lì doveva passare un torrente che scaricava tutta quella parte di paese gravitante su via Ronchetto.
Tre mesi di lavori
Ora la ricostruzione di un fiume vero e proprio non è più tecnicamente possibile, ma la realizzazione di un sistema di condotte per le acque meteoriche e le acque chiare sì, con tubazioni di ampio diametro il cui progetto è stato curato da Idrogea Servizi e che andranno a convogliare tali acque nel torrente Nosavalle, ripristinato due anni or sono. L’amministrazione comunale ringrazia la disponibilità dei proprietari dei terreni che hanno consentito il passaggio di tali condotte idrauliche. La realizzazione dell’intervento dovrebbe concludersi entro tre mesi ed essere pronto a smaltire parzialmente le forti piogge primaverili, o perlomeno ad alleggerire la situazione di sovraccarico di via Verdi.
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