VARESE – Italia Viva parla a Saronno per farsi capire anche a Varese. In sintesi: i renziani attaccano un assessore di maggioranza (Francesca Rufini) per le sue dichiarazioni su Futuro Nazionale («è andata oltre il suo ambito») e il presidente del consiglio comunale saronnese Francesco Licata: «Forte con i deboli e debole con i forti», ma tra le righe emerge la volontà di avere garanzie e pari dignità nella coalizione di centrosinistra che si sta consolidando nella Città Giardino e che sta nascendo nelle altre grandi città della provincia chiamate al voto nel 2027.
Cinque stelle in stand-by
Certo Varese è la madre di tutte le battaglie per dem e compagnia. Mantenere la guida della città per il terzo mandato consecutivo vorrebbe dire far divaricare ancor di più la distanza dal centrodestra. Infatti, il cantiere voluto dal sindaco Davide Galimberti sta lavorando. Ma dal versante centrosinistra qualche sassolino inizia a rotolare. E il problema è bloccare gli scricchiolii prima che diventino una – piccola o grande – valanga.
Ora, parlare di situazioni irrimediabilmente guaste forse è esagerato. Però, non si può tacere sul fatto che quasi tutta l’ala sinistra della coalizione varesina, ovvero Movimento Cinque Stelle, Progetto Concittadino e Possibile di Maran, stia spingendo per le primarie utili alla scelta del candidato e programma. Tema sul quale invece, il socio di maggioranza, o meglio una parte del PD, pare stia frenando. In questo momento i Cinque Stelle si sono chiamati fuori dal cantiere di coalizione. Insomma, stanno a vedere.
Sono mal di pancia passeggeri?
Vero è che questi sassolini che smottano, per ora sono simili a mal di pancia più che a patologie conclamate. Però, in una partita che si annuncia delicata e decisiva, non devono essere sottovalutati. Anche perché l’ultimo segnale di malessere pare emergere al centro, con Italia Viva, che chiede chiare garanzie su scala provinciale, poiché non vuole fare la fine di quanto accaduto a Saronno. Non è un caso, infatti, che qualche giorno fa, in quel di Varese i vertici renziani hanno incontrato il sindaco. Le ragioni sono intuibili e diventano lampanti con il comunicato del provinciale renziano che affronta, di fatto, il caso saronnese.
Su la testa
In quel di Saronno, gli esponenti di Italia Viva sono stati adulati con promesse post elettorali (a loro dire) che non si sono mai concretizzate. Anzi, dopo la vittoria del sindaco Ilaria Pagani, la componente renziana è stata di fatto dimenticata. Nessun coinvolgimento politico e amministrativo per Cecilia Corsaro, la prima dei non eletti. Nemmeno con l’occasione del recente doppio cambio in giunta. Italia Viva è rimasta fuori dalla stanza saronnese dei bottoni. Insomma, una ferita aperta e che continua a sanguinare.
Del resto il ragionamento che fa Italia Viva è semplice, lineare e consapevole di essere una forza piccola, ma necessaria. E si può così sintetizzare: “Il PD, che è la forza traino della coalizione di centrosinistra, deve essere garante che tutte le componenti abbiano pari dignità. Se invece succede che a Saronno veniamo bistrattati senza che nessuno tra i vertici dei dem batta ciglio (“A Saronno comandano i saronnesi”, questo il refrain), il rischio è che passi il concetto delle garanzie “a macchia di leopardo”. E’ chiaro che potremmo fare altre riflessioni”. Ovvero: “Se siamo una coalizione, questo deve valere a Varese, a Gallarate, a Busto, ovunque . Anche a Saronno“. Tutto questo assomiglia a un mettere le mani avanti prima di ritrovarsi di nuovo con il muso schiantato a terra.
