BUSTO ARSIZIO – Bonifici effettuati, emolumenti saldati!
Dopo le annunciate dimissioni della presidentessa Patrizia Testa (nella foto con il presidente di LegaPro Matteo Marani) c’era grande attesa, sul fronte Pro Patria, in merito alla scadenza federale del 16 aprile: un passaggio cruciale per le società di Lega Pro chiamate a dimostrare solidità e puntualità nella gestione economica.
Deadline rispettata
Il termine, fissato appunto per al 16 aprile 2026 (secondo le norme federali vigenti), rappresentava infatti la deadline per il pagamento degli emolumenti dei calciatori relativi al quarto bimestre (gennaio-febbraio), oltre che per il versamento delle ritenute Irpef e dei contributi previdenziali dovuti.
In questo contesto, la Pro Patria – come peraltro sempre avvenuto durante la decennale gestione Testa – ha risposto ancora una volta presente. La società di via Ca’ Bianca – grazie anche all’intervento diretto di Luca Bassi – ha infatti provveduto a saldare regolarmente tutte le spettanze entro i termini stabiliti, dando così un segnale forte alla squadra, chiamata in questi ultimi 180′ di gioco (domenica ore 14.30 a Busto contro l’Arzignano) all’impresa impossibile di riaprire i giochi salvezza, ma anche all’esterno, rafforzando la credibilità della società in una delicatissima e complicata fase di transizione.
Nodo societario, aspettando il Cda
Resta infatti sullo sfondo l’intricata questione societaria. Se da un lato i conti risultano in ordine, dall’altro permangono preoccupazioni legate alle lungaggini nel processo di definizione dell’assetto proprietario.
In particolare, tiene banco il nodo della sostituzione del famoso 51%: la quota di maggioranza – attualmente detenuta dalla dimissionaria Patria Testa – che dovrà accompagnare e sostenere la gestione targata Luca Bassi.
Un passaggio ancora da chiarire in via Ca’ Bianca, in vista dell’atteso Consiglio di Amministrazione (ancora da convocare: sicuramente entro il 16 giugno termine delle Licenze Nazionali, con il pagamento delle spettanze da marzo a giugno), nel quale verranno formalizzate, e verosimilmente accettate, le dimissioni della first lady bustocca.
Gli scenari: 4 piste
In quell’occasione si capirà chi rileverà la quota di maggioranza del club bustocco, per cui al momento restano aperte tre (forse quattro) piste: una soluzione pro tempore, con una figura di fiducia strettamente legata a Bassi; l’ipotesi di una società di fondi, anch’essa collegata al manager bustocco; il ritorno in scena di un imprenditore che in passato si era già avvicinato alla Pro; oppure il suggestivo accordo con la Varesina della famiglia Di Caro, un’opzione dalle potenzialità economiche e territoriali notevoli (la Pro Patria risolverebbe in un colpo solo l’annoso problema dei campi da gioco, avviando un vivaio di primissima fascia) ma caratterizzata da tempi di gestazione e maturazione decisamente più lunghi. Ma se son rose…
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