NOVARA – Ore febbrili di angoscia e di speranza in casa Pro Patria, dove il calcio fa inevitabilmente a pugni con la cronaca, con il cuore di tutto un popolo – il popolo biancoblù ma non solo (infinite le attestazioni di vicinanza dal mondo ultrà) – che batte forte per Raffaele, il 42enne tifoso tigrotto in pericolo di vita dopo essere precipitato accidentalmente nel fossato dello stadio “Silvio Piola”.
Partiamo allora dalle buone notizie, se così possiamo definirle: Raffaele Carlomagno, il tifoso biancoblù di Sant’ Antonino (Lonate Pozzolo) caduto di testa nel (pericoloso) fossato dello stadio novarese e ricoverato in codice rosso al reparto di rianimazione dell’Ospedale Maggiore, ha superato la notte: fra l’arresto cardiaco subito al “Piola”, l’immediata rianimazione in campo, il tanto sangue perso e i diversi traumi cranici e facciali subiti nell’impatto, le sue condizioni restano ancora gravi (Raffaele è tenuto precauzionalmente in coma farmacologico), ma più passano le ore, più aumenta la speranza. Anche fra i tifosi, diversi dei quali ieri sono rimasti nel nosocomio novarese fino all’arrivo dei familiari di Raffaele.
Colombo saluta
Speranza che non ha invece più Riccardo Colombo: il tecnico biancoblù – che già ieri negli spogliatoi del “Piola” aveva salutato uno ad uno i suoi ragazzi – è stato avvicendato. La società, che per ovvie ragioni sabato ha preferito il rispettoso silenzio, nelle prossime ore emetterà un comunicato stampa, annunciando l’interruzione del rapporto tecnico con il tigrotto di Bergoro.
Una decisione tanto dolorosa quanto inevitabile che la proprietà e il diesse Turotti hanno però tardato a prendere, nonostante gli inequivocabili segnali: e questo ritardo – confermato dalle 15 gare senza successo, dalle 5 sconfitte consecutive, dai 0 punti nel 2025, dalle 2 sole vittorie stagionali – finirà per costare caro in termini di classifica e di categoria. E la Pro Patria, simili rischi, non può assolutamente permetterseli di correre: pena la scomparsa dalla geografia del calcio professionistico, pena la fine di una gloriosa storia ultracentenaria, pena l’imbarazzo di una città – la quinta della Lombardia – che a livello politico non può inanellare un altro flop.
Squadra in stand by (per il momento)
Ora, in un momento in cui le priorità e le attenzioni sono tutte rivolte a Raffale, dal punto di vista sportivo ci auguriamo che chi ha sbagliato – errare humanum est, ci mancherebbe – sappia però anche correre ai ripari, non con un tecnico ponte come Le Noci, ma possibilmente con un allenatore esperto e navigato, capace di dare dalla panchina quella carica e quella leadership di cui questa fragile, smarrita e impalpabile Pro Patria sembra necessitare. Sarebbe la soluzione ideale (non certo la più economica) che per dare una scossa allo spogliatoi, come quella che riuscì a dare – per intenderci – un” duro” come Massimo Sala ai tempi dei napoletani. La rosa attuale non è certo inferiore a tante altre, anzi…, ma il tempo che si è perso per esonerare Colombo è imperdonabile: e i punti da recuperare sono diventati talmente tanti che ad oggi il primo obiettivo concreto da centrare deve essere quello di evitare la retrocessione diretta; il secondo quello di ottenere la migliore posizione playout possibile; il resto – se mai ci sarà – si vedrà col tempo che, oggi più che mai, non aspetta.
Forza Raffa!
Una Pro Patria che aspetta invece di riabbracciare presto il suo tifoso Raffaele. I tigrotti di Busto d’ora in poi avranno un motivo in più per salvarsi: dovranno giocare e lottare anche per Raffa, come lui sta facendo con la partita più importante.
Novara-Pro Patria: 2-1. Tifoso di Busto cade nel fossato degli spalti, è gravissimo
