VARESE – «Prendiamo atto che la verifica di maggioranza è finita e che Mattia Premazzi abbia ripreso la delega al Bilancio. Anche se, lo stesso Premazzi, avrebbe anche potuto avvisarci dell’esito dopo che è stato tra i promotori del gruppo Whatsapp dei consiglieri provinciali di centrodestra». In consiglio ha usato l’ironia, ma a freddo, Marco Colombo di Fratelli d’Italia calca la mano.
La mano pesante del “Ghiro”
A Villa Recalcati, invece, l’altro giorno, appena finito di votare il documento finanziario ci aveva pensato il leghista Sergio Ghiringhelli (per tutti i leghisti Il Ghiro) ad andare giù duro dopo la relazione di Premazzi e la “provocazione” di Colombo. In sostanza Ghiringhelli ha ripetuto l’invito a chi «del centrodestra sostiene Magrini» a fare una scelta chiara e a smetterla di tenere il piede in due scarpe.
Lasciato solo
In mezzo al fuoco amico (o nemico?) Mattia Premazzi, il quale ha spiegato che «in politica le verifiche si chiedono, si aprono e si chiudono. E che i consiglieri di centrodestra hanno ben poco da dire, in quanto nessuno, a verifica di maggioranza aperta, si è fatto avanti con il sottoscritto».
Una situazione davanti alla quale Forza Italia ha fatto il “pesce in barile” onde evitare di finire pure lei nel tritacarne, mentre il Partito Democratico, popcorn alla mano, ha assistito allo scazzo. Con il presidente Marco Magrini che più volte ha invitato i contendenti a lavare i panni sporchi “a casa loro”, ovvero all’interno della coalizione.
Un gruppo due voti opposti
Ma non è tutto. Che il centrodestra a Villa Recalcati sia diviso è un dato di fatto. Ma che vi siano divisioni all’interno delle stesse forze politiche che, fuori da Villa Recalcati, stanno insieme è quanto mai sorprendente. Davvero assomiglia a un tutti contro tutti, oppure a un “andiamo avanti in ordine sparso”. Cosa intendiamo? Il voto del gruppo Noi Moderati. La compagine provinciale che è formata da due (2, non 20) consiglieri – Alberto Barcaro e Mattia Premazzi – è riuscita a esprimere due voti differenti sul documento di Bilancio. Cioè: Alberto Barcaro si è astenuto come le opposizioni sul documento che è stato presentato dal suo compagno, oltre che capogruppo, Mattia Premazzi, il quale ha espresso voto a favore.
Ora, sarà anche vero che l’asse PD Forza Italia e Noi Moderati appare come un’alleanza stramba, ma nessuno può negare che la conformazione tradizionale del centrodestra nei vari Comuni, sia quando è al governo (vedi Busto) sia quando è all’opposizione, stia regalando litigi, screzi e fratture. Insomma, bene, ma non benissimo se si pensa a quanto accaduto a Somma Lombardo, a Luino e persino a Laveno. Non un buon viatico in vista del 2027.
