Parità di genere in Provincia, ma solo una donna in consiglio. «C’è forte rammarico»

provincia solo una donna in consiglio
La consigliera provinciale Alessandra Agostini

VARESE – “Certificazione della parità di genere sul territorio di Varese”: questo il titolo del convegno in corso oggi pomeriggio, mercoledì 16 ottobre, a Villa Recalcati. L’argomento è importante, così le presenze tra le relatrici e nel pubblico: il tema è quello attualissimo delle differenze che ancora sussistono sul mondo del lavoro (e non solo) tra uomini e donne. Ma di lavoro da fare ce n’è tanto anche nelle istituzioni, se si pensa che proprio domani prenderà il via l’esperienza del rinnovato consiglio provinciale, in cui sarà presente solo una “quota rosa”.

Da sette a una

Dalla precedente legislatura, che annoverava tra maggioranza e opposizione i nomi di Verga, Agostini, Carangi, Lanza, Rovelli, Calderara e Quintiglio, si è passati alla sola Alessandra Agostini, unica “superstite” del voto dello scorso settembre. Un tema che la stessa consigliera, alla vigilia della prima riunione del rinnovato consiglio in programma domani, ha toccato con un commento a margine del convegno (qui sotto l’intervista). «Prima eravamo in sette, era un bel segnale: eravamo quasi la metà del totale dei consiglieri, e anche nella nostra lista Civici e Democratici eravamo in tante. Non posso che essere dispiaciuta di questa cosa».

C’è ancora lavoro da fare

Non manca l’amarezza nelle sue parole, ancor più se si pensa che il voto ha coinvolto non la cittadinanza intera ma solo gli amministratori (da cui ci si attenderebbe una sensibilità maggiore sul tema) trattandosi di elezioni di secondo livello. E i nomi forti in lista tra le donne non mancavano certo, da sinistra a destra, tra cui Verga, Calderara, Bellifemine, Scidurlo, solo per citarne qualcuno. «Un rammarico che esprimo a tutte le liste perché il lavoro da fare è trasversale tra tutte le forze politiche e tutti gli enti pubblici – commenta Agostini – spesso le donne purtroppo non sono coinvolte in ruoli apicali ma ahimè anche nella rappresentanza delle istituzioni. È una grande perdita per il nostro territorio perché le donne hanno dimostrato una sensibilità e capacità di approccio che è importante e completa il lavoro di un’istituzione». Ma domani come vivrà questa situazione? «Parto contenta da una parte ma ovviamente con un forte rammarico dall’altra».

Le imprese femminili

Entrando nel merito del convegno invece sono stati diffusi alcuni dati dell’imprenditoria in rosa. «Sono più di 12mila le imprese femminili in provincia, col 21,1% del totale – ha detto la dirigente di Camera di Commercio Anna Deligios – ma siamo ben lontani da quel 32% che è il dato europeo. Questi numeri fanno capire che c’è bisogno di sostegno per l’imprenditoria femminile» Rispetto alle imprese maschili va segnalata però la maggior componente di imprese giovani (under35). Per Confindustria Varese è intervenuta Alessia Accardo, responsabile Area previdenza e welfare. «Per arrivare a una reale parità di genere nel mondo del lavoro è fondamentale adottare un approccio a 360 gradi. Solo un’azione congiunta di imprese, istituzioni e corpi intermedi potrà creare un ambiente din cui donne e uomini possano realizzare il loro pieno potenziale professionale senza rinunciare al ruolo genitoriale o di assistenza alla famiglia».

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