ROMA – La vicepresidenza a un consigliere della Provincia al centro è probabile. E che il vice di Marco Magrini possa essere addirittura un esponente di Forza Italia a questo punto è possibile. Resta da capire, qualora andasse in porto, chi tra Giacomo Iametti o Chicco Vettori farà il numero 2 di Magrini. L’indiscrezione, che in zona Villa Recalcati è stata messa “sotto copertura”, sbuca dalla Roma in cui si scava per preparare l’Urbe al Giubileo. Negli ambienti politici della Capitale, infatti, si parla delle geometrie politiche della Provincia di Varese e di come queste potrebbe evolvere e regalare sorprese.
L’asso nella manica
Marco Magrini in fase di consultazioni ha detto che non parlerà almeno fino a venerdì 25 ottobre. Tanto che l’unica frase che ha consegnato a Malpensa24 l’altro giorno è stata: «Bocca chiusa, ma non escludo di potervi sorprendere». E la sorpresa che il presidente della Provincia ha dato in pasto alla narrazione politica senza aggiungere indizi, trova invece più di una conferma in quel di Roma, dove, seppur a 600 chilometri di distanza, i referenti politici tengono nel mirino Villa Recalcati.
Varese laboratorio, ma non unico caso
«Varese laboratorio politico? Non lo escludo però non è l’unico in Lombardia – invita a riflettere un pezzo grosso di Forza Italia, il quale aggiunge – Alla Provincia di Bergamo abbiamo la vicepresidenza con un presidente PD. Ma questo non significa che siamo fuori dal centrodestra. Anzi, è la conferma che siamo forza responsabile di governo. Anche a Varese».
La biglia è nel flipper. E la domanda successiva che deve trovare risposta è: “Il Partito Democratico, la realtà che ha raccolto il maggior numero di voti ponderati e quindi quella deputata ad avere la vicepresidenza, come nel biennio precedente del resto, è disposta a perdere i gradi a favore di Forza Italia?”.
I dem si spingono a confermare che sul tavolo, tra le diverse ipotesi, ci sarebbe anche quella di una vicepresidenza a Forza Italia. Ma non vanno oltre. E quindi ci proviamo noi: la vicepresidenza a Forza Italia vorrebbe dire deleghe pesanti per i consiglieri del Partito Democratico. Solo così si potrebbe trovare la quadratura del cerchio. Con gli azzurri a quel punto ancor più distanti dalle forze di centrodestra e i dem che, con il passo di lato, si confermano forza capace di tenere cucito il campo largo.
E forse è per questo che Magrini, a un mese di distanza, non ha ancora distribuirlo le carte. Prima vuole calare l’asso delle vicepresidenza e poi affidare compiti e ruoli.
