C’è qualcosa di strano, di molto strano, nell’eliminazione dell’Inter venerdì, 19 dicembre, nella semifinale della Supercoppa italiana. Perdere contro il Bologna ci sta, i rossoblù sono un’ottima squadra. Ma è il modo in cui è maturata la sconfitta dei nerazzurri che lascia perplessi. I casi sono due: o allenatore e alcuni giocatori per evidenti limiti non sono da Inter oppure qualcuno ha deciso che era meglio farsi eliminare ed evitare la finale di lunedì con il Napoli.
Vediamo i fatti. La partita è in parità (1-1) e l’andamento lascia capire che quasi certamente si andrà ai rigori quando all’86’ Chivu toglie Zielinski, un ottimo tiratore dagli undici metri, pare per crampi. Al suo posto entra Sucic. Calhanoglu, il miglior rigorista in Italia, e Pio Esposito – anche lui buono dal dischetto – restano in panchina.
Si va ai rigori: Lautaro segna, Bastoni, Barella e Bonny sbagliano in modo clamoroso se non ridicolo. Soprattutto i tiri di Barella e Bonny sono una vergogna. L’italiano sparacchia e dopo simula di avere colpito una zolla di terra. Il francese riesce a inventarsi una schifezza molle da far invidia a Zaza 2016. Un tiro così lo fai solo se sei presuntuoso oltre ogni limite oppure la vuoi sbagliare apposta. E da allenatore, se così fosse, te la faccio pagare. Perché la terza via, ovvero che sia stato un errore tecnico, non sarebbe neppure da giocatore di terza categoria. E abbiamo visto che Bonny le qualità tecniche le ha. Poi davvero tra gli altri interisti non c’era uno migliore in quel frangente?
E Chivu? Le sue spiegazioni sono ridicole. Calhanoglu e Esposito non sarebbero entrati per fargli tirare un rigore a muscoli freddi con il rischio di infortuni. Però Pio si era riscaldato per bene ed era pronto a entrare, Hakan avrebbe potuto prepararsi a puntino. Era reduce da un piccolo infortunio? E allora perché portarlo in panchina se non è in grado neppure di fare un tiro. E quando togli Zielinski non puoi mettere uno che calcia discretamente un rigore invece di Sucic che sul dischetto nemmeno c’è andato? Poi, come fai a dire che i rigori a questo livello sono una lotteria? No, perché nel caso, se così fosse, non servirebbe avere in panchina neppure un allenatore lautamente stipendiato. Insomma Chivu ha fatto scelte sbagliate e detto delle scemenze. Non da allenatore di una grande squadra. A meno che, dalla tribuna, gli sia arrivato qualche ordine ben preciso: “Torniamo a casa e pensiamo al campionato”. Comunque la giri una mancanza di rispetto per l’impegno, la maglia e i tifosi.
Le prossime partite, e come verranno impiegati i giocatori, ci faranno capire.
