VARESE – Sala Veratti gremita per il cinquantesimo di Radio Varese, storica emittente che segnò un’intera epoca con i suoi indimenticabili palinsesti sotto l’insegna delle tre scimmiette. L’“unica radio libera dell’Occidente occupato”, la “Sotterranea delle Prealpi”, giusto per ricordare due delle più emblematiche formule ricordate nei pannelli della mostra aperta al pubblico fino a domani, domenica primo marzo.
Una fucina culturale all’ombra del Bernascone
Una vera e propria fucina culturale, ricordata dal fondatore Sergio Lovisolo come una piccola grande rivoluzione all’ombra del Bernascone. Tra le voci che si alternavano tra il mixer e il microfono anche un giovane Roberto Maroni con l’ormai leggendaria lettura dei “Diari della motocicletta” di Che Guevara – audiolibro ante litteram – e trasmissioni dedicate alla musica popolare lombarda.
Un mosaico di voci, una vera e propria epopea che si è snodata nei racconti dei protagonisti, intervallati dalla musica dei Distretto 51, ripercorrendo la tappe di una storia che parte dalla mitica sede di via Walder 36 e giunge all’epilogo con l’acquisizione da parte della Lega Lombarda, che la trasformerà in Radio Padania Libera. Nessun reducismo tra i relatori, solo l’ombra di una nostalgia condivisa per una stagione in cui tutto sembrava possibile. Anche l’impossibile.
Cinquant’anni fa la prima trasmissione: Varese ricorda la radio libera degli anni ‘70
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