La radiologia del futuro in un master di valenza nazionale all’Insubria di Varese

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Al microfono il professor Massimo Venturini, direttore del master

VARESE – Un nuovo master per formare tecnici sanitari di radiologia medica pronti ad affrontare le sfide dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale. Prende il via all’Università dell’Insubria e avrà una valenza non solo locale. È stato presentato oggi, mercoledì 11 marzo, nell’Aula Magna di via Ravasi a Varese (nel video qui sotto le interviste). 

Master di livello nazionale 

«È un master che ha la pretesa di essere a tiratura nazionale – ha sottolineato il professor Massimo Venturini, direttore del master –  abbiamo ottenuto il patrocinio sia della Società italiana di radiologia medica interventistica, quindi dei medici radiologi accanto a quella dei tecnici radiologi. Un connubio unico nel panorama nazionale». Itiaar è l’acronimo del master, che sta a significare Innovazione tecnologica ed intelligenza artificiale in area radiologica. Lo sguardo è quindi tutto proiettato al futuro. «Il mestiere del medico e del tecnico radiologo – ha sottolineato Venturini – saranno completamente diversi in quella che chiamiamo la radiologia del futuro, e questo master ha la pretesa per i neolaureati tecnici di avviarli verso la strada del futuro».

L’orgoglio della rettrice 

«È un master molto importante e io sono molto orgogliosa di questa iniziativa – ha detto la rettrice Maria Pierro – un master particolarmente innovativo che vede già un numero particolarmente elevato di adesioni, non soltanto da parte dai neolaureati ma già da professionisti in ambito radiologico, dei tecnici della radiologia». Il master è promosso in collaborazione con Asst Sette Laghi. «La figura del tecnico e del medico nell’ambito della radiologia non hanno perso valore con le nuove tecnologie, anzi l’hanno aumentato», ha detto il direttore generale Mauro Moreno. Al tavolo anche Giulio Carcano, direttore del Dipartimento di Medicina e innovazione tecnologica dell’Università dell’Insubria e il presidente della Commissione welfare di Regione Lombardia Emanuele Monti. «Varese, Como e l’Insubria si candida ad essere luogo di innovazione tecnologia con professioni che proprio qui si possono formare». Presente anche Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle Professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione, mentre la presidente della Sirm Nicoletta Gandolfo ha inviato un videomessaggio. 

Un anno di lezioni

Il master di primo livello Itiaar avrà la durata di un anno con 1500 ore totali e 123 lezioni frontali. I docenti sono professori dell’Università dell’Insubria, medici e tecnici di Asst Sette Laghi e professionisti esterni di chiara fama. Le attività didattiche comprendono insegnamenti, aree tematiche e moduli: per ogni area tematica sarà prevista una valutazione finale. Il master è strutturato in 16 aree tematiche che prevedono forme integrate di attività teoriche, apprendimento individuale ed esperienze di tirocinio pratico. Le attività pratiche si svolgeranno nelle strutture radiologiche dell’Ospedale di Circolo e dell’Ospedale del Ponte di Varese.

Il premio alla specializzanda

A margine della presentazione si è svolto il conferimento della seconda edizione del premio annuale alla ricerca in Radiodiagnostica, conferito dall’associazione L’Alveare in collaborazione con l’Università dell’Insubria e Asst Sette Laghi. Il riconoscimento viene assegnato al medico specializzando della Scuola di specializzazione in Radiodiagnostica che si sia distinto per attività scientifica, come la pubblicazione di un lavoro di ricerca o la partecipazione come relatore a congressi di rilievo. La premiata 2026 è Federica Grimoldi, al terzo anno della Scuola di specializzazione in Radiodiagnostica dell’Università dell’Insubria. Dopo la laurea in Medicina e chirurgia nel 2023 con una tesi sulla radiologia interventistica e il trattamento endovascolare delle lesioni traumatiche toraciche, ha proseguito il proprio percorso di formazione e ricerca nell’ambito della patologia aortica e delle tecniche endovascolari. È attiva con passione nell’attività clinica dell’Ospedale di Circolo di Varese, in particolare nella sala angiografica, e impegnata nella ricerca scientifica e nella partecipazione a congressi nazionali e internazionali. Nel 2025 ha contribuito alla pubblicazione di uno studio sulla rivista La radiologia medica. «Con questo premio vogliamo valorizzare l’impegno e il talento dei giovani medici che scelgono di investire nella ricerca e nella crescita professionale – ha spiegato Ilaria Mai, presidente de L’Alveare – in un contesto sanitario sempre più orientato alla diagnosi precoce e alla medicina di precisione, la radiodiagnostica ha un ruolo centrale. Con questa iniziativa vogliamo sostenere chi contribuisce a far crescere questo settore e rafforzare il legame con due realtà fondamentali per il territorio, l’Università dell’Insubria e l’Ospedale di Circolo».

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La consegna del premio a Federica Grimoldi

Medici e specializzandi a Varese per in-congress: il confronto è interdisciplinare

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