GALLARATE – Non sono certo venuti da Varese per visitare il Maga. O meglio, non sono venuti solo per questo. Questa mattina, mercoledì 23 aprile, al Museo d’arte contemporanea di Gallarate c’è stato parecchio fermento culturale e istituzionale. Presenti sindaci, assessore regionale, vertici del Fai e della fondazione che gestisce il museo. Motivo: candidare Varese e Gallarate per ospitare la Capitale dell’arte contemporanea.
Oltre Gibellina
Obiettivo non dichiarato (nessuno questa mattina ha rilasciato dichiarazioni), dopo la scelta poco felice di Gibellina, portare in terra varesina e in realtà di riferimento nazionale della cultura come Villa Panza a Varese e il Maga a Gallarate, la Capitale dell’arte contemporanea. Non è un caso, infatti, che a sostenere la candidatura saranno le città di Varese e Gallarate, con anche il supporto di Regione Lombardia e una rete di partner culturali di assoluto valore e autorevolezza.
Occorre dire che già l’anno scorso Gallarate si era candidata a Capitale dell’arte contemporanea. Poi la scelta cadde su Gibellina, nonostante la città dei due Galli fosse entrata nella cinquina delle località finalista. Ci riprova quest’anno con l’alleanza forte con il capoluogo Varese, che può mettere sul tavolo la straordinaria collezione d’arte moderna di Villa Panza.
L’incontro al Maga
Andare oltre gli schieramenti politici. Questo è stato il primo segnale dei presenti al Maga. C’erano, infatti, il sindaco Davide Galimberti, l’assessore alla Cultura Enzo Laforgia, Roberto Adamoli, Responsabile Affari Istituzionali e Responsabilità Sociale presso FAI, Daniela Bruno, direttrice culturale del Fai, Emma Zanella, diretrice del Maga e Mario Lainati, presidente della Fondazione Zanella che gestisce il museo con il vice direttore Alessandor Castiglioni. Ad accogliere le istituzioni varesine c’erano il sindaco di Gallarate Andrea Cassani, l’assessore Claudia Mazzetti. All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, gallaratese.
Impossibile sapere cosa sia emerso dall’incontro che è durato quasi un’ora e mezza. Di certo quel che si può dedurre dai sorrisi colti all’usciti è che al Maga è stato compiuto il primo passo per raggiungere con un lavoro di squadra un risultato importante alla quale tutti i presenti credono.
