MEDA (MB) – 25 aprile 2026: è davvero il giorno della liberazione! Ora via tutti da Busto: avete già disonorato a sufficienza la pluricentenaria storia della Pro Patria.
Questo è, nudo e crudo, il messaggio che arriva dalla tifoseria biancoblù (presente in buon numero in Brianza), al termine dell’ultimo atto in serie C, conclusosi con un 2-1 a favore dei nerazzurri di Luciano Foschi, in grado di ribaltare il vantaggio mancino di Tunjov al 30′, con il bellissimo pari a giro di Vesentini al 32′ e con il sorpasso in Zona Cesarini di Delcarro all’88, dopo due gol annullati (Spedalieri al 45′ per fallo di mano, Ruiz Giraldo al 75′ per fuorigioco) e un rigore sbagliato (Cali al 78′).
Con la sconfitta in quel di Meda – la numero 23 di un di un campionato a dir poco vergognoso (70 i gol al passivo) – i già retrocessi tigrotti di Bolzoni mettono così la parola fine all’agonizzante stagione 2026/27, senza riuscire nemmeno ad esaudire (Frosali nel finale si è divorato la palla del possibile 1-2) l’unica richiesta del “povero” Luca Bassi, dopo tutti gli sforzi economici profusi: ovvero centrare il terzultimo posto, utile in ottica ripescaggio (nel Consiglio Federale di lunedì si sapranno i relativi criteri).
Per fortuna – unica magra consolazione – nel congedo dal professionismo i “criceti” (copyright Turotti) hanno almeno avuto il decoro (si ringrazia Beppe Gonnella, uno dei pochi professionisti rimasti dalle parti di via Ca’ Bianca) di non indossare più la gloriosa maglia biancoblù: a parte pochi, i giocatori (i calciatori sono un’altra cosa…) l’avevano e l’hanno infatti già infangata troppe volte.
L’amara ironia dei tifosi biancoblù 1919 a Meda
E’ colpa di chi? Il metaverso bustocco…
In settimana, dopo la sconcertante conferenza stampa di Turotti post retrocessione matematica, ci eravamo domandati di chi fosse la colpa della disfatta della Pro Patria, “protagonista” di 23 punti in 38 giornate: ovvero la terza peggiore stagione di sempre, per dirla alla GioCasty.
Ad oggi in attesa che qualcuno – per esempio chi ha avuto carta bianca nel scegliere giocatori e allenatori – si prenda fino in fondo le proprie responsabilità (Turotti ha dato le dimissioni, ma a partire da… giugno), il candidato principale resta Giuseppe il custode, il cui orto ha probabilmente finito per destabilizzare l’intera società Pro Patria, snaturando il progetto sostenibile e verde della gestione Patrizia Testa (a tal proposito la Primavera 3 della Pro ha superato con un netto 4-1 l’Alcione nell’andata del 2° turno playoff).
Nel metaverso bustocco si ride per non piangere insomma, ma il vero problema della Pro Patria del dopo Javorcic e del dopo Ramella è stato di non aver capito l’importanza di strutturarsi societariamente, rimanendo aggrappata ad una mentalità sorpassata di fare calcio. Vale a dire voler mantenere tutto sotto controllo, collocando persone di fiducia in ogni ruolo e selezionando profili funzionali a questa impostazione, così da evitare quel confronto critico che, invece, sarebbe stato più che necessario per crescere.
Fuori dal coro
Noi di M24 – così come molti altri cronisti e tifosi finiti poi nelle black list della proprietà, avallate pure da una parte dalla politica… – possiamo almeno dire di aver provato a suonare, in tempi non sospetti, più d’un campanello d’allarme, rimanendo ovviamente inascoltati. Altri no: hanno preferito continuare a suonare altro.
Resta però il fatto che chi avrebbe dovuto accorgersene e intervenire con decisioni forti – soprattutto nella scelta di Bolzoni – non lo ha fatto: per miopia, per scarsa visione, per incompetenza, per testardaggine o persino per una supponenza mista a presunzione (ripensando ai “cafoni” di Monza).
Ma il tempo è sempre galantuomo e alla fine ha presentato inesorabilmente il conto. E nella salatissima retrocessione della Pro Patria, i soli 319 spettatori presenti allo “Speroni” nella gara con la Triestina – record storico negativo – sono probabilmente la prova più evidente non soltanto di un fallimento sportivo a 360 gradi, ma di una ancor più grave disaffezione di un intero ambiente.
Ora a Luca Bassi & C. (a breve novità su queste colonne) il compito di ripartire davvero zero, facendo tesoro di tutti gli errori, anzi orrori, commessi in questa disastrosa stagione.
Il tabellino
Renate-Pro Patria: 2-1 (1-1)
Marcatori: Tunjov (P) al 30’pt, Vesentini (R) al 32’pt, Delcarro (R) al 43’st
RENATE (3-5-2): Nobile; Spedalieri, Ori, De Zen; Delcarro, Calì, Vassallo (22′ st Ekuban), Bonetti (1′ st Ruiz Giraldo), Vesentini (39′ st Nene); Anelli (44′ st Mastromonaco), Karlsson. A disposizione: Bartoccioni, Gardoni, Rossi, Muhameti, Esposito, Ziu, Riviera, De Leo, Fall. Allenatore: Foschi
PRO PATRIA 1919 (4-3-3): Sala; Mora (37′ st Reggiori), Sassaro, Motolese, Felicioli; Tunjov (14′ st Desogus), Ferri, Frosali (37′ st Ricordi); Orfei (28′ st Di Munno), Mastroianni (28′ st Udoh), Citterio. A disposizione: Zamarian, Schiavone, Renelus, Travaglini, Masi, Giudici, Schirò. Allenatore: Bolzoni.
ARBITRO: Dario Acquafredda della sezione di Molfetta (assistenti Giovanni Battista Citarda di Palermo e Pasquale Gatto di Lamezia Terme. Quarto ufficiale Simone Gauzolino di Torino, operatore FVS Cosimo Schirinzi di Casarano).
NOTE: Serata mite, terreno in buone condizioni. Spettatori 350 ca. Ammoniti: Calì (R), Frosali (P), Tunjov (P), Delcarro (R). Calci d’angolo: 6-4. Minuti di recupero: pt 2, st 6′.
Le pagelle: si riparte da Sala
Sala 7; Mora 5 (37′ Reggiori sv), Sassaro 5, Motolese 5, Felicioli 5; Tunjov 6.5 (15′st Desogus 6), Ferri 6, Frosali 5 (37′st Ricordi sv); Orfei 6 (29′st Di Munno sv), Mastroianni 5.5 (29′st Udoh sv), Citterio 5.5. Allenatore: Bolzoni 5.
La classifica: tigrotti peggio di tutti sul campo
LaneRossi Vicenza punti 89; Union Brescia 69; Renate, Lecco 64; Trento 63; Cittadella 59; Lumezzane 56; Alcione Milano 55; Arzignano 53; Giana Erminio 52; AlbinoLeffe 50; Inter U23 48; Novara 47; Pro Vercelli 46; Ospitaletto 45; Pergolettese 41; Dolomiti Bellunesi 40; Virtus Verona 25; Pro Patria 23; Triestina* 12. (* penalizzata di 24 punti)
I verdetti: senza playout
Vicenza promosso in serie B.
Triestina, Pro Patria, Virtus Verona retrocesse in serie D.
Ai playoff: Union Brescia, Renate, Lecco, Trento, Cittadella, Lumezzane, Alcione Milano, Arzignano, Giana Erminio.
Uyba caput social: con 400mila followers è la regina d’Italia


