Rescaldina, sì a mozione dell’opposizione: da rivedere i rincari di pre e post scuola

pre post scuola

RESCALDINA – Una seduta lunga e a tratti infuocata: è stata quella dell’ultimo consiglio comunale di Rescaldina, venerdì 31 luglio, chiamato a discutere dieci punti all’ordine del giorno. Il confronto più duro è avvenuto sulla mozione del gruppo di opposizione Cambia Rescaldina che aveva come oggetto il servizio di pre e post scuola; confronto chiuso però da un risultato tutt’altro che scontato: la mozione, opportunamente emendata, è stata approvata con i voti della maggioranza.

A illustrare la mozione è stato il consigliere Paolo Magistrali. Il tema è quello dei rincari delle tariffe del pre e post scuola per l’anno scolastico 2026-2027, decisi con delibera di giunta del dicembre 2025 e finiti sotto i riflettori quando i genitori, al momento delle iscrizioni, ne hanno preso atto. Preoccupati per l’entità degli aumenti, alcuni si sono rivolti ai consiglieri di opposizione.

Forti rincari per le famiglie

Secondo Cambia Rescaldina il servizio è fra i più richiesti e apprezzati dalle famiglie, in particolare da quelle in cui entrambi i genitori lavorano, ma gli aumenti arriverebbero quasi a raddoppiare la spesa a carico delle famiglie, ben oltre l’inflazione e i rinnovi contrattuali, con punte fino a quattro volte superiori a quelle di altri comuni della zona. Fra le specificità di Rescaldina, una quota di iscrizione di 25 euro e l’assenza delle fasce Isee. La mozione chiedeva alla giunta di riesaminare e ridurre le tariffe deliberate e di presentare un’analisi dettagliata dei costi: costo complessivo del servizio, variazioni rispetto all’anno precedente, quota coperta dalle tariffe delle famiglie e quota a carico del bilancio comunale.

Per l’assessore alla pubblica istruzione Loredana Pigozzi, i rincari si sono resi necessari per garantire la sostenibilità del servizio nel rispetto degli equilibri di bilancio. «Ricordo che il pre e post scuola è un servizio pubblico a domanda individuale e non un servizio sociale assistenziale – ha detto Pigozzi – e che le tariffe sono cresciute per l’inflazione e per i maggiori costi del personale educativo, legati ai rinnovi dei contratti nazionali. Restano previste possibilità di esonero per le famiglie in condizioni di disagio accertato e la gratuità per i minori seguiti dal servizio tutela». L’amministrazione Ielo ha poi fatto sapere di aver già incontrato una delegazione di genitori il 17 luglio e di aver fissato un secondo incontro per dopodomani, mercoledì 5 agosto: in esso, come anticipato dal sindaco, sarà portata una proposta di revisione delle tariffe rispetto a quanto deliberato a dicembre. Da qui l’invito rivolto a Cambia Rescaldina a ritirare la mozione perché «superata dagli eventi».

Scontro sui costi del servizio

Il gruppo di opposizione ha però tenuto il punto, chiedendo che le cifre venissero messe nero su bianco. Ne è nato un serrato confronto sui costi reali del servizio, gestito attraverso Azienda So.Le e affidato in accreditamento alla Cooperativa Fides. La minoranza ha contestato il metodo di calcolo sostenendo che, a fronte di un costo del personale educativo stimato in poco più di 60.000 euro, le famiglie verserebbero cifre ben più alte, nell’ordine dei 113.000 euro. L’amministrazione ha replicato che il confronto va fatto con tutte le variabili in campo: il preventivo della cooperativa ammonterebbe a circa 106.000 euro (Iva inclusa) per otto educatori; il rapporto educatore-bambino non può essere calcolato a forfait su base 1 a 20 vista la distribuzione dei bambini in più plessi e la variabilità settimanale delle presenze; al costo degli educatori vanno sommati costi amministrativi, gestionali e di struttura.

Da parte sua, l’assessore al bilancio Gianluca Crugnola ha ricordato che le tariffe erano ferme da 15 anni e che l’anno scolastico appena concluso si è chiuso con il servizio in perdita, con una quota a carico del Comune. Nei confronti con gli altri Comuni, ha aggiunto, va considerato che Rescaldina è l’unico a garantire due ore di post scuola. Particolarmente teso il passaggio sollevato dal capogruppo di Cambia Rescaldina Luca Perotta, secondo il quale eventuali eccedenze incassate su un servizio non dovrebbero essere utilizzate per coprirne altri.

Nuovo incontro con i genitori il 5

La conduzione della seduta è stata al centro di uno dei passaggi più tesi. Di fronte al protrarsi degli interventi, il presidente del consiglio Massimo Gasparri ha richiamato a più riprese i consiglieri di opposizione al rispetto dei tempi, arrivando a minacciare la chiusura anticipata della seduta e a negare la parola al capogruppo Perotta. Quest’ultimo ha replicato contestando il ruolo assunto dalla presidenza, invitando il presidente a comportarsi da garante dell’assemblea e non da esponente politico. Dopo una breve sospensione, i lavori sono ripresi e si è arrivati alla sintesi.

Cambia Rescaldina ha accolto il suggerimento di emendare la mozione: sono stati stralciati i punti più procedurali e il testo è stato modificato per impegnare sindaco e giunta a riesaminare le tariffe e a presentare l’analisi dettagliata dei costi già in occasione dell’incontro con i genitori del 5 agosto. Così riformulata, la mozione è stata approvata con 14 voti favorevoli e 2 astenuti (i consiglieri di maggioranza Anita Boboni e Gasparri), senza alcun voto contrario: un esito raro per un atto nato dai banchi dell’opposizione.

Tassa rifiuti e bilancio

Nella stessa serata il consiglio ha approvato il Piano economico finanziario dei rifiuti e le tariffe Tari per il 2026, con un costo complessivo del servizio che sale a quasi due milioni di euro (1.988.495) e un incremento di circa 230.000 euro, stimato in un rincaro di circa 10 euro a persona. Sul Pef Cambia Rescaldina si è astenuta, mentre ha votato contro le tariffe Tari e la quarta variazione di bilancio.

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