BUSTO ARSIZIO – «Salvare l’Edicola di San Carlo significa custodire l’anima più autentica e la memoria storica del nostro centro cittadino. Ci auguriamo una partecipazione corale di tutta la cittadinanza, affinché questo scrigno di fede, arte e architettura torni a risplendere nel cuore della nostra città». È con questa premessa che, a Busto Arsizio, si costituisce ufficialmente il Comitato Edicola San Carlo, un’associazione spontanea di cittadini, storici, professionisti e amanti del patrimonio culturale locale uniti da un unico intento: promuovere, sostenere e realizzare il restauro conservativo della storica Edicola dedicata a San Carlo Borromeo.
Simbolo di devozione e storia bustocca
Situata in via Matteotti – a due passi dal Conventino, attualmente in fase di recupero con fondi Pnrr – l’edicola sorge in un piccolo slargo che un tempo ospitava un pozzo pubblico. La sua edificazione affonda le radici nella prima metà del XVII secolo, a breve distanza dalla scomparsa di San Carlo Borromeo (1584) e dalla sua canonizzazione avvenuta nel 1610, figura alla quale la comunità di Busto Arsizio ha da sempre tributato una profonda e radicata devozione. La fondazione del tempietto si inserisce con ogni probabilità nel clima di forte fervore religioso e di richiesta di intercessione sorto in concomitanza con la drammatica pestilenza che colpì il territorio milanese e bustocco nel 1630. Nel corso dei secoli, la posizione strategica dell’edicola, equidistante dalle chiese plebane di San Michele e San Giovanni, la rese una tappa fondamentale e solenne per le processioni religiose che animavano il borgo.
Architettura, arte e trasformazioni nel tempo
Il monumento si presenta come un tempietto formato da tre arcate con volta a crociera, sorrette da quattro colonne in granito poggianti su plinti in pietra. La parete di fondo, in comune con l’edificio residenziale adiacente, fa da quinta scenografica alla statua in gesso finemente lavorato di San Carlo Borromeo, posizionata nel 1892 in sostituzione di una precedente opera pittorica. L’aspetto attuale del monumento è il risultato diretto degli interventi autorizzati alla fine dell’Ottocento, nonché dei successivi restauri condotti a metà degli anni Novanta e nel 2011.
La situazione attuale e gli obiettivi del Comitato
Nonostante i precedenti interventi di restauro, il passare degli anni e l’effetto degli agenti atmosferici hanno compromesso l’integrità dell’Edicola e delle sue delicate componenti decorative. «Lo stato attuale del monumento – recita la nota diffusa dal Comitato – evidenzia la necessità improrogabile di un nuovo e mirato intervento di restauro conservativo per restituire l’edicola alla sua originaria bellezza e consegnarla intatta alle future generazioni».
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